Belcolle, per via di una sentenza del Tribunale, è rimasto senza Primario Chirugo. Eppure la Asl scrive una nota di “precisazioni” che, al contrario del nome, crea ancora più confusione

Concorso annullato dal Tribunale, ecco cosa non torna nella nota della Asl

512

Ed eccola, la “mandrakata”. In Asl non si fanno sconti e, preannunciata in settimana, ora è servita: delibera n.129 del 26/01/2021.

L’azienda sanitaria sdogana l’impensabile atto deliberativo e, con una progressione alla Varenne, vola oltre la sentenza del Tribunale viterbese che aveva polverizzato Lady Donetti & Co. annullando clamorosamente la delibera 288 del 10/02/20, con la quale era stato conferito l’incarico di Struttura Complessa in Chirurgia Generale Oncologica. Stranamente, la Asl aveva fatto pervenire alle testate giornalistiche una nota, a suo dire “di precisazione”, sul fatto, ma… beh, di “ma” ce ne sono assai.

L’art. 15 del D.Lgs. 502/92 e s.m.i. al comma 7 bis, lettera b, prevede senza mezze misure che l’esito della selezione (leggasi concorso) sia formulato da apposita Commissione, regolarmente nominata, e non prevede altra modalitá sostitutiva dell’attivitá dei Commissari. Del resto, proprio a fronte della impossibilitá di sostituirsi alla Commissione, e nel contempo al potere discrezionale di scelta sulla “nuova” graduatoria della terna di Commissari, il Tribunale si è limitato a dichiarare nulla la famigerata delibera 288/20. Infatti, il riconoscimento della inosservanza della valutazione dei titoli, come recita il ricorso del dottor Catarci (qui cade senza rialzarsi anche il Direttore Sanitario Aziendale, inspiegabilmente distratto e vero casus belli per l’omessa vigilanza) e, data la piccola differenza di punteggio, poteva dar luogo solo ad una riformulazione della graduatoria, ma non al conferimento dell’incarico oggetto del contenzioso, nè alla correzione della valutazione fatta dalla Commissione insediata, con potere sostitutivo della stessa.

Non va sottaciuto che, qualora si volesse ritenere l’attribuzione dell’incarico in parola ad uno dei due candidati privi del miglio punteggio quale espressione del potere discrezionale del DG, anche questo “escamotage” andrebbe ritenuto viziato per difetto di motivazione, che l’art.15 D.Lgs. 502/92 chiede vada redatta “analiticamente”: nella fattispecie manca del tutto. Ergo: delibera 288/20 nulla più che mai ed impossibilitá di utilizzare quella graduatoria “ora per allora”, per di più modificata dal Tribunale e non dalla Commissione, unica competente a trasmettere gli atti, in esito finale della selezione, all’Amministrazione.

Insomma, “er pasticciaccio” risorge e rivive. La Asl riconosce solo l’illegittimità della delibera 288/20, ma non il suo esplicito e sentenziato annullamento, creando in fretta un prodotto abortivo – cioè la delibera 129/21- e riconferisce l’incarico al precedente vincitore, che ha tutta la nostra stima professionale ed umana solidarietà. Questa volta però l’azione è stata compiuta con motivazione analitica, ma la Asl così si sarebbe quasi sostituita di fatto alla Commissione, l’operato della quale era stato dichiarato illegittimo ed annullato dal Tribunale, ignorando che l’art.15, D.Lgs.502/92 e s.m.i., comma 7 bis, lettera b, non prevede altre modalitá di supplenza alle attività della Commissione prima intervenuta, salvo l’arbitrarietà di questa Azienda Sanitaria.

A noi, più che una lettera di “precisazioni”, quella della Asl sembrava più un’epistola scritta al fine di tentare un salvataggio in corner dallo spettro di un nuovo concorso, ovvero di un possibile ricorso in appello (tanto lo avrebbero pagato inviterbesi). Secondo i più maliziosi, a Via Fermi stanno sfidando le ire del 323 CP. Ma tranquilli, siamo a Viterbo, benvenuti.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui