Erano accusati di violenza su una 36enne viterbese

Condannati Licci e Chiricozzi per lo stupro al pub. Andranno in carcere

Tre anni per uno e 2 anni e 10 mesi per un altro. La sentenza di primo grado arriva dopo due ore di camera di consiglio

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I due condannati per lo stupro al pub, Licci e Chiricozzi

È arrivata la condanna per lo stupro a piazza Sallupara. La pena di 3 anni di reclusione per Francesco Chiricozzi e di 2 anni e 10 mesi per Riccardo Licci è giunta al termine del giudizio con il rito abbreviato, che ha comportato lo sconto di un terzo della pena.

La pubblica accusa aveva chiesto 4 anni e 4 mesi e 4 anni e 2 mesi. In più, ci sono i 40mila euro pagati dai due imputati alla persona offesa come risarcimento del danno. I due militanti di Casapound erano stati accusati di stupro e violenza su una 36enne di Viterbo. Chiricozzi è il 19enne che era consigliere comunale di Casapound a Vallerano, Licci è il 21enne viterbese.

La sentenza di primo grado è stata emessa dal giudice Elisabetta Massini, nell’aula 1 del tribunale penale di Viterbo, dopo due ore di camera di consiglio. Il giudice per le indagini preliminari Rita Cialoni aveva accettato la richiesta del pm Michele Adragna di andare subito a processo senza passare dall’udienza preliminare. L’accettazione del gip è del 6 settembre scorso.

I due, dopo essere stati arrestati il 29 aprile scorso, erano ai domiciliari con il braccialetto elettronico. A settembre è arrivata la scarcerazione, dopo la chiusura delle indagini preliminari.

I fatti avvennero nella notte tra l’11 e il 12 aprile scorso. Quando i due ventenni attivisti di estrema destra, secondo la ricostruzione della procura, avvicinarono la donna in un pub e poi insieme a lei andarono nel locale del movimento politico, a piazza Sallupara, dietro la centralissima piazza della Rocca, dove secondo l’accusa malmenarono la donna e poi la violentarono.

La procura aveva chiesto il giudizio immediato per i presunti stupratori di Casapound senza passare dall’udienza preliminare. Così è stato.  Per i difensori dei due – che hanno sempre chiesto la scarcerazione – si trattò di un atto sessuale consenziente.

La vittima è assistita dall’avvocato Franco Taurchini, mentre i due accusati sono difesi da un collegio a tre formato da Domenico Gorziglia, Marco Valerio Mazzatosta, Giovanni Labate.

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