Confagricoltura Viterbo-Rieti e Cia Agricoltura Italiani: “L’ordinanza del comune di Nepi crea solo confusione”

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Confagricoltura Viterbo-Rieti  e CIA Agricoltori Italiani Viterbo esprimono il proprio dissenso all’ordinanza n. 28 del 24/03/2021 del Comune di Nepi in merito alle limitazioni imposte al corretto svolgimento dell’attività agricola.

Da sempre Confagricoltura e CIA condividono il rigoroso rispetto delle norme nazionali e/o regionali sul tema dei fitofarmaci, nonché i principi del Piano di Azione Nazionale, ma riteniamo il divieto dell’uso di alcuni di essi non possa rientrare nelle competenze dei sindaci qualora non si riscontrino situazioni impreviste e di carattere eccezionale che, nel caso del Comune di Nepi non ravvisiamo.

La normativa italiana sui fitofarmaci è una delle più rigorose al mondo ed è efficacemente garante della salute dei cittadini, anche per quei prodotti fitosanitari vietati nella citata ordinanza, per i quali ad oggi non si rileva alcuna evidenza atta a comprovare una situazione di pericolo, qualora si rispettino le indicazioni riportate in etichette.

E’ poi quantomeno fantasioso poter pensare di imporre tecniche di coltivazione biologiche in alcuni territori del nepesino; in tal caso avremmo, infatti,  aziende agricole costrette a praticare tecniche agricole di varia natura nel caso di superfici su areali diversi, ancor peggio se con terreni in comuni diversi, generando solo confusione negli operatori.

Il settore primario è consapevole del ruolo centrale che assume l’impresa agricola sana, vitale e produttiva, nella mitigazione degli inquinanti e del cambiamento climatico  attraverso le proprie produzioni, le proprie superfici ed i propri residui.

In questo quadro, l’agricoltura ha molto chiaro il proprio impegno: da una parte, proseguire il percorso già sviluppato negli ultimi decenni sulla sostenibilità con il supporto delle innovazione tecnologiche (agricoltura di precisione, efficientamento dei processi produttivi, economia circolare) che ha già portato a ridurre l’utilizzo di fitofarmaci e di fertilizzanti di origine chimica (rispettivamente -21% e -52%, rispetto al 2008, fonte Istat), come anche di risorse naturali preziose come l’acqua.

 

Anche per quanto riguarda le emissioni in atmosfera, il settore agricolo sta ottenendo ottimi risultati. Difatti, secondo l’ultimo rapporto ISPRA, dal 1990 al 2019 l’agricoltura ha ridotto le emissioni di ammoniaca di circa il 25%, quelle di gas serra (che costituiscono il 7% delle emissioni nazionali) del 17%, mentre quelle di PM10 del 30%.

Sono dati che ci incoraggiano e che rivelano l’importanza di proseguire su questa strada, insieme a tutta la filiera ed al mondo scientifico, senza però uscite in avanti isolate e scoordinate rispetto al progetto organico ed organizzato sul quale stiamo lavorando.

L’agricoltura in questi anni si sta impegnando sul fronte delle tecnologie verdi, investendo sempre più nella bioeconomia con le energie rinnovabili, nella produzione di biomateriali e bioprodotti, migliorando le tecniche di gestione dei suoli, nella gestione forestale sostenibile – su cui proprio in questi giorni si sta affinando la strategia europea – nell’assorbimento di CO2, contribuendo concretamente alla prevenzione dal dissesto idrogeologico, alla tutela del paesaggio, al presidio delle aree rurali, e soprattutto a quelle interne, del nostro Paese.

E’ questo l’approccio da parte degli agricoltori, custodi dei territori: consolidare la sostenibilità ambientale ed economica salvaguardando qualità e quantità delle produzioni e del cibo.

 

 

Remo Parenti Presidente Confagricoltura Viterbo-Rieti

Sergio del Gelsomino Presidente Cia Agricoltori Italiani Viterbo

 

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