Confartigianato, De Simone: “Bonus ristrutturazione va cambiato, attualmente esclude Pmi e artigiani”

De Simone: “Troppi cinque anni prima di ottenere, sotto forma di sgravio fiscale, il 50% del lavoro”

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andrea de simone
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“Il bonus ristrutturazioni ha certamente la finalità positiva di dare una spinta all’edilizia, ma così come è stato concepito e così come è in vigore oggi rischia di tagliare fuori dal mercato gli artigiani e le piccole e medie imprese”. Così il segretario provinciale di Confartigianato Imprese di Viterbo, Andrea De Simone, sul bonus ristrutturazioni inserito nel Decreto Crescita, che prevede per le aziende che si occupano dei lavori di ottenere la metà del compenso previsto sotto forma di detrazione fiscale, spalmata in cinque anni.

“Non è pensabile che siano i piccoli fornitori a portare il peso della manovra – incalza -, le pmi edili non sono nelle condizioni di poter anticipare all’utente la liquidità necessaria ad integrare lo sconto. Molte di esse, peraltro, non hanno neanche una sufficiente capienza fiscale per compensare il credito di imposta. Il cittadino che opera la ristrutturazione pagherebbe, infatti, a chi fa i lavori solo la metà dell’importo, il resto il fornitore lo dovrebbe incassare sotto forma di detrazioni fiscali, se ha un reddito sufficiente, nei cinque anni successivi”. Toppi, per le pmi italiane. “I tempi attuali sono duri per tutti, ma forse le imprese più grandi possono anche tentare di reggere l’urto – aggiunge De Simone -, anticipando le spese per i lavori e attendendo che le spettanze vengano corrisposte sotto forma di sgravio fiscale. Ma le piccole e medie imprese no, non se lo possono permettere. Questo rischia di determinare un forte squilibrio ai danni delle pmi e degli artigiani, che, vale la pena ricordarlo, in Italia rappresentano più del 90% del tessuto imprenditoriale del Paese”.

Confartigianato chiede al governo un cambio di rotta, come ribadito di recente anche dai vertici nazionali dell’associazione. “Non è così che il Governo può pensare di far ripartire l’economia – conclude il segretario -, è necessario rivedere la norma in tempi brevi e cambiarla tenendo conto delle esigenze di micro e piccole imprese e artigiani”.

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