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Confesercenti: “Scorie nucleari? Danno per il nostro territorio”

L'assurdità di questa scelta, illogica e fortemente punitiva, consiste nel non prendere in  considerazione che proprio in questa zona ricadono importanti aree archeologiche

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“La Tuscia, una delle più piccole province d’Italia come territorio, subisce un nuovo attacco. Dopo la vicenda della centrale nucleare di Montalto di Castro, servita soltanto a creare enormi problemi senza garantire tutele per il territorio, adesso viene indicata quale sede di deposito di scorie nucleari. Siamo alle solite – dice il presidente della Confesercenti di Viterbo – Un territorio di notevole spessore turistico, con un consistente patrimonio storico, archeologico, monumentale e paesaggistico, secondo quanto valutato dalla Cnapi, viene indicato quale uno luoghi più ampi in cui dovrebbe sorgere gran parte dello stoccaggio nazionale dei rifiuti radioattivi. La scelta riguarda ben ventidue siti, tutte in provincia di Viterbo, gran parte della Maremma laziale e due aree nei Cimini con estensione verso la valle del Tevere ovvero tra Soriano nel Cimino, -Vasanello-Vignanello, Corchiano-Gallese.

L’assurdità di questa scelta, illogica e fortemente punitiva, consiste nel non prendere in  considerazione che proprio in questa zona ricadono importanti aree archeologiche,  parchi naturali e consistenti eccellenze di ordine turistico – ambientali. La Confesercenti – continua Peparello – nell’esprimere una chiara opposizione a tale scelta, fin da questo momento si impegna a difendere il territorio della Tuscia da ogni inconcepibile collocazione di deposito di scorie nucleari e di adattamento dei siti in ampia e pericolosa pattumiera d’Italia. Invita la Provincia, quale ente preposto, non solo a manifestare il dissenso dinanzi a questa forsennata ed inconcepibile scelta, ma anche a coordinare gli interventi dei sindacati, delle associazioni e delle organizzazioni di categoria in difesa di un territorio che oltretutto, a causa della crisi per il Covid 19, sta pagando un pesante prezzo in termini economici e sociali soprattutto in campo turistico con il rischio di chiusura di numerose aziende e di perdita di un gran numero di posti di lavoro.

La Confesercenti – conclude il presidente Peparello – chiede con forza che venga valutato anche il grave danno, in termini ambientali, derivante da una scelta che provocherebbe  la profanazione di luoghi incontaminati, tra i più belli e singolari d’Italia, fortemente difesi, fino ad oggi, da ogni tipo di contaminazione e minaccia causata da scorie nucleari e invita le istituzioni, parti sociali e organizzazioni datoriali a costituire un tavolo di coordinamento per opporsi a questa scelta e al superamento di ogni strumentalizzazione per un movimento unitario e compatto al fine di ottenere l’obiettivo comune perché il territorio, già fortemente penalizzato da altre servitù, della provincia di Viterbo non diventi terra di conquista sul quale scaricare strutture che lo danneggiano”.

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