Congedo parentale (maternità facoltativa): come funziona, quando chiederla e tutto quello che c’è da sapere.

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Il congedo parentale Inps, meglio conosciuto anche come maternità facoltativa, è un periodo di astensione dall’attività lavorativa retribuito, collegato alla nascita dei figli, sia per lavoratrici e lavoratori dipendenti, che per i collaboratori e liberi professionisti iscritti alla Gestione separata.

Un ammortizzatore oltre a quello della maternità obbligatoria (Dlgs 151/2001) che consiste in 180 giorni di congedo indennizzati al 30% dello stipendio.

I due genitori, nel complesso, possono richiedere 10 mesi (quindi 6+4 o 5+5, senza eccedere i 180 giorni ciascuno). In questo caso, però, verranno indennizzati comunque solo i primi 180 giorni (complessivi), mentre i restanti periodi possono essere richiesti, ma senza indennizzo.

Quando presentare la domanda per il congedo parentale

La domanda va fatta prima dell’inizio del periodo di congedo richiesto. Se presenti la domanda dopo che hai iniziato il congedo, ti saranno pagati solo i giorni successivi alla data di presentazione della domanda.

Per esempio, se cominci il periodo di congedo l’1 ottobre ma presenti la domanda il 10 ottobre, ti verranno pagati solo i giorni dal 10 dicembre in avanti. Ricordati che il congedo parentale va richiesto entro i primi 12 anni di vita del tuo bambino.

Congedo parentale 2022: chi ne può usufruire e per quanto tempo

Tutti i lavoratori dipendenti possono godere dei congedi parentali, ad eccezione dei lavoratori domestici e a domicilio;

Si può fruire del congedo parentale INPS fino ai 12 anni di età del minore secondo limiti di durata diversi a seconda che siano presenti entrambi i genitori o solo uno di essi;

Il trattamento economico di INPS viene erogato per 6 mesi, prorogabili a 10 o 11 se si rispettano determinate condizioni reddituali;

La fascia meno tutelata è quella delle mamme con partita Iva. Infatti le libere professioniste iscritte alla Gestione separata hanno a disposizione 6 mesi da utilizzare entro i 3 anni del bambino;

Alle lavoratrici autonome titolari d’impresa il congedo parentale spetta per 3 mesi da utilizzare entro l’anno del bambino. Non sono escluse completamente le ditte individuali.
Le novità per l’anno 2022

Il congedo parentale sarà pagato anche quando goduto tra i 6 e i 12 anni del figlio, indipendentemente dal reddito del lavoratore che lo richiede. La durata del periodo indennizzabile, inoltre, sale da 6 a 9 mesi. Attualmente l’indennità riconosciuta nei giorni coperti dal congedo parentale, pari al 30% della retribuzione, spetta solamente nei primi 6 mesi di congedo e solo quando questo viene usufruito nei primi 6 anni del figlio. Tra i 6 e gli 8 anni, invece, il congedo parentale viene pagato solo in presenza di determinate condizioni.
Altra novità è quella che estende il diritto al congedo parentale per il genitore solo, che passa da 10 a 11 mesi.
Nota bene: Tali novità non saranno operative fino al recepimento di tali norme da parte di INPS.

Ad oggi, dunque, dobbiamo seguire ancora quanto stabilito originariamente dalla normativa sul congedo parentale.

Possono richiederla anche le madri adottive e affidatarie?

Sì. La madre adottiva o affidataria ha diritto al congedo parentale con le stesse modalità di un genitore naturale.

Anche il papà può richiedere il congedo parentale?

Certamente. Il padre può richiedere il congedo parentale.

Potrà scegliere anche di richiedere il congedo nello stesso periodo dell’astensione obbligatoria della mamma di suo figlio (che per lei inizia il giorno dopo il parto) e quindi il congedo di entrambi i genitori avverrà contemporaneamente.

Inoltre il padre potrà richiedere il congedo anche se la madre non lavora.

Congedo parentale 2022 facoltativo: come funziona

La maternità facoltativa può essere goduta in maniera continuativa o frazionata. I periodi di assenza possono essere giornalieri o addirittura orari. Nel caso del periodo di assenza oraria la fruizione viene disciplinata dal contratto collettivo o, in mancanza, dalla legge. È consentito assentarsi per metà dell’orario medio giornaliero del periodo di paga mensile precedente quello nel corso del quale si fruisce del congedo. Ricapitolando significa che se l’orario medio giornaliero è pari a 6 ore, il dipendente potrà assentarsi per 3 ore, 4 se la giornata lavorativa è di 8 ore.

Attenzione: il diritto all’indennità si prescrive entro un anno e decorre dal giorno successivo alla fine del periodo indennizzabile.

Facciamo in modo che molti uomini facciano questa scelta, per dare alle donne pari dignità e opportunità.

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