“Dopo due anni di ricorsi è arrivato il momento di verità e giustizia”

Consorzio di bonifica Etruria meridionale e Sabina, la Regione Lazio dà ragione ad Agricoltori riuniti e nomina il commissario

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Dalle parti del Consorzio di bonifica Etruria meridionale e Sabina se la sono suonata e cantata per oltre due anni. Da soli, a quanto pare, visto che, sì, gli Agricoltori riuniti avevano ragione: il Consiglio di amministrazione era decaduto (https://www.lamiacittanews.it/agricoltori-riuniti-il-cda-del-consorzio-di-bonifica-etruria-meridionale-e-sabina-e-decaduto/).

A scriverlo nero su bianco, il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti che, in un decreto, nomina il commissario straordinario nella persona di Massimo Bedini. “Al fine – si legge nelle carte – di garantire la continuità dell’ente ed il mantenimento dei principi di efficienza e buona amministrazione”.
Nel provvedimento il governatore spiega a chiare lettere “la necessità di conseguire un assetto stabile per le attività esecutive del Consorzio, al momento compromesso dall’assetto non completo del Consiglio di amministrazione”. Per non parlare “della situazione di incertezza venutasi a creare per il sovrapporsi delle contrastanti denunce rese nei giudizi”.

Eh sì, perché c’erano già stati due pronunciamenti (prima un decreto del Presidente della Repubblica del 16 maggio 2021; poi una sentenza del Tar del Lazio del 18 gennaio 2022) che davano ragione ad “Agricoltori Riuniti”, ritenendo il regolamento elettorale del Consorzio di bonifica “incoerente rispetto alla finalità di meglio garantire il principio di rappresentatività”. Circostanza data dall’esclusione avvenuta all’inizio del 2020 di tre delle quattro liste da loro presentate: l’unica non indebitamente esclusa – la più importante che elegge sei consiglieri la fascia numero 3 – era quella con Piero Camilli capolista, che aveva vinto in pieno assegnando quindi alla lista stessa tutti i sei consiglieri.
Dopo l’ultima tornata elettorale, in buona sostanza, l’attuale Consiglio di amministrazione era rappresentato solo dalla lista di espressione reatina “Bonifica” che, anche se perdente dal punto di vista dei consensi, era restata in sella grazie all’esclusione di tre delle quattro fasce di elettori rappresentate da Camilli, il quale aveva ottenuto l’85% dei voti nella fascia in cui si erano svolte le elezioni.

Tutto questo a dispetto dell’illegittimità conclamata del Consiglio stesso: in osservanza dell’art. 32 dello Statuto del Consorzio, infatti, il Cda deve essere composto almeno dai due terzi dei membri, statuiti nel numero di tredici. Con i sei dimissionari il Cda era quindi da tempo sotto la soglia della legittimità.

Ecco qua, adesso il dado è tatto e les jeux sont faits.
Del resto lo aveva promesso senza mezzi termini, Camilli, sin dal 19 febbraio 2020 (v. il link, perché scripta manent (https://www.lamiacittanews.it/respinto-il-ricorso-di-agricoltori-riuniti-camilli-non-finisce-qui-pronti-a-rivolgerci-al-consiglio-di-stato/)) che non sarebbe finita lì. E infatti adesso se la ride. E di gusto.

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