Da due mesi l'ente è retto da sette consiglieri, meno dei due terzi obbligatori per statuto

Consorzio Etruria meridionale e Sabina: basta perdere tempo si torni a votare

124
protesta agricoltori acquapedendente camilli ghinassi
Piero Camilli, sindaco di Grotte

Falsata da forzature sin dalla presentazione delle liste elettorali, la vicenda del Consorzio di bonifica Etruria meridionale e Sabina continua a essere costellata da ombre e fonte di contestazioni.

Dall’esclusione, operata in base a cavilli tecnici, delle liste di ‘Agricoltori Riuniti’ da tre delle quattro sezioni di voto alle elezioni in cui, come ricorda il consigliere provinciale FdI Grancini “la lista ‘La Bonifica’, supportata palesemente dall’ex Commissario straordinario, ha ottenuto una ‘vittoria teorica’ contro la lista ‘Agricoltori Riuniti’ rappresentata da Piero Camilli”.

Una ‘vittoria teorica’ perché, nonostante la palese ingiustizia di un sistema elettorale penalizzante, ‘Agricoltori Riuniti’ nell’unica fascia in cui si è potuta presentare ha ottenuto oltre due terzi delle preferenze eleggendo sei consiglieri su tredici.

Ma le consultazioni non hanno posto termine alla guerra in atto contro la lista.

I consiglieri di ‘Agricoltori Riuniti’ Piero Camilli e Fabrizio Ronca sono stati costretti a dimettersi. Successivamente altri quattro consiglieri della lista hanno rassegnato le loro dimissioni e anche i primi due non eletti, che avrebbero dovuto subentrare, si sono dimessi. Da circa due mesi il consiglio del consorzio è quindi retto da 7 persone, ossia da meno dei due terzi dei componenti previsti dalle normative statutarie, rendendo di fatto l’ente non più legittimato a operare se non per la normale amministrazione.

Ma anche se lo Statuto consortile recita che, in tale situazione, entro tre mesi venga convocata l’assemblea per indire nuove elezioni ad oggi tutto tace.

Uno stallo che per Grancini “conduce alla costituzione di un illecito anche di natura penale” oltre al fatto che “per palese constatazione dell’impossibilità del funzionamento dell’Ente ogni sua azione, che esuli dalla normale amministrazione o dalla convocazione dell’Assemblea per indire le elezioni per il rinnovo, è illegittima”.

L’unica certezza per sanare una vicenda, la cui gestione sin dall’inizio ha mostrato notevoli incongruenze, è tornare alle urne. Stavolta senza forzature né escamotage per ‘pilotare’ le elezioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui