Paola Bugiotti, dirigente dell'istituto Savi, difende la didattica in presenza: "E' più efficace"

“Contagi aumentati durante le vacanze di Natale, è evidente che il problema non è la scuola”

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A sinistra il Paolo Savi, a destra la dirigente scolastica Paola Bugiotti

Ieri primo giorno di rientro in classe dopo le vacanze di Natale.

Un ritorno a scuola caratterizzato da botta e risposta tra i sindaci che hanno preferito posticipare l’attività didattica in presenza di una o due settimane e quelli che invece hanno scelto la ripartenza con l’ingresso in aula.

Una situazione che ha generato confusione anche tra gli studenti.

In merito abbiamo intervistato Paola Bugiotti, dirigente scolastico dell’istituto tecnico economico P. Savi.

“Più che caos ha creato molta incertezza sia nel personale docente e Ata che negli studenti” dichiara.

Qual è stata la situazione al Savi?

“Ho avuto diversi assenti soprattutto tra gli studenti, però di queste assenze soltanto una piccolissima parte dovute a Covid o alla quarantena. Credo che questa situazione d’incertezza abbia un po’ favorito queste defezioni”.

Può essere che molti studenti provenendo dalla provincia, magari da paesi in cui è stato posticipato il rientro in presenza, non sapessero come comportarsi?

“Credo proprio che ci sia stata un po’ di confusione per cui molti non hanno saputo cosa fare. Quindi penso che da domani (oggi ndr.) la situazione possa essere più normale a livello di presenze”.

Il ‘Savi’ ha ripreso regolarmente in presenza senza alcun problema?

“Abbiamo ripreso regolarmente in presenza. C’è qualche singolo caso di Covid, stamattina (ieri ndr.) complessivamente una decina tra gli studenti, tutti in classi diverse. Naturalmente seguiamo le norme: se c’è un solo positivo la classe non finisce in quarantena che scatta con tre casi di positività. Al momento non ci sono classi in quarantena. Vediamo nei prossimi giorni cosa succede”.

Come vede la decisione di alcuni Comuni di posticipare il rientro in presenza?

“La didattica a distanza si è dimostrata non essere assolutamente efficace quindi va evitata. Io sono favorevole a riprendere l’attività didattica in presenza, naturalmente con tutte le precauzioni di sicurezza che già abbiamo. Le scuole sono rimaste chiuse per 20 giorni, in tale periodo i contagi sono molti aumentati quindi la domanda la faccio io: è colpa della scuola? Se da 20 giorni non si va a scuola e i positivi sono aumentati evidentemente non è la scuola che favorisce i contagi. Quindi credo che rispetto ad altre situazioni l’ambiente scolastico sia più sicuro. Ci vogliono più controlli all’esterno. Credo che i provvedimenti da prendere siano altri, non la chiusura delle scuole”.

Prendere altri provvedimenti, quali?

“Questo lo devono dire gli esperti. Però, secondo me, occorre estendere il più possibile le vaccinazioni e poi prevenire situazioni di assembramento soprattutto tra i giovani, perché nella loro vita sociale sono meno controllati rispetto all’ambiente scolastico”.

 

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