Contagio da covid-19 come infortunio sul lavoro, De Simone: “Posizione assurda, governo faccia mea culpa”

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Si è parlato molto della responsabilità civile e penale qualora un dipendente risultasse positivo. Abbiamo chiesto il parere del segretario provinciale di Confartigianato Imprese Viterbo Andrea De Simone.

Volevo iniziare con il chiederle lei che idea si è fatto della vicenda e cosa intende fare a riguardo.

“Innanzitutto è una posizione veramente assurda che ci possa essere quella che tutti chiamano ‘presunzione semplice’ nei confronti del datore di lavoro. Un dipendente potrebbe ammalarsi in qualsiasi situazione extra-lavorativa, il fatto che ne debba rispondere il datore di lavoro mi sembra utopistico. Come confederazione non condividiamo, abbiamo infatti

Andrea De Simone, segretario di Confartigianato Imprese di Viterbo

richiesto un intervento urgente da parte del governo per escludere l’applicazione di questo principio, dopo una videoconferenza tenutasi lo scorso 6 Maggio con la presidenza del consiglio. Ciò potrebbe comportare episodi di rivalsa da parte del lavoratore infortunato nei confronti del datore, quindi oltre il danno anche la beffa. Sono stati elaborati decreti malfatti e quelli sulla riapertura non sono ancora stati firmati. E’ un paese non a misura di imprese, un paese che colpevolizza l’imprenditore.”

Ha letto le dichiarazione del ministro dello sviluppo economico Patuanelli?

“Mi fa piacere che anche il ministro abbia capito la situazione, la differenza sta nel fatto che il ministro deve fare, io posso parlare. D’altronde è lui che va in parlamento, è lui che porta i decreti in parlamento, è lui che deve agire, apprezziamo che l’abbia capito, manca ancora però il secondo passo.”

Anche l’INAIL si è espressa a riguardo, cosa ne pensa?

“Ad oggi vige ancora la presunzione semplice, è necessario quindi che venga provata la responsabilità del datore di lavoro, quanto detto da Patuanelli e INAIL deve essere normato, la pubblica amministrazione non deve parlare attraverso dichiarazioni, ma con leggi,decreti ed ordinanze. C’è bisogno  che il governo faccia mea culpa.”

Tra gli imprenditori viterbesi regna una certa preoccupazione, cosa consiglia di fare per far sì che le attività riaprano in tranquillità?

“Ci sono dei passaggi formali che i datori devono fare per poter riaprire, come l’aggiornamento del documento di valutazione dei rischi,  la redazione di un protocollo di sicurezza, attraverso una riunione con i dipendenti ed un responsabile di sicurezza, che potrà essere sia interno che esterno all’azienda, in maniera tale da far adottare tutti i protocolli del caso a seconda dell’attività svolta, ognuna ha la propria classe di rischio. Quindi è necessario che i documenti di valutazione dei rischi vengano aggiornati nel più breve tempo possibile e che adottino verso i dipendenti i protocolli con i vari strumenti di protezione del lavoratore e attraverso una segnaletica necessaria, affinché nessuno venga contagiato.”

 

 

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