Via alla sceneggiata-scampagnata degli Stati Generali.

Conte, basta con i giochi di prestigio! Gli italiani non perdoneranno l’ ennesimo buco nell’ acqua.

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Il direttore Giovanni Masotti

Il grande e preveggente – sbandieratissimo – “piano” di Conte grazie al quale il futuro dei nostri figli è assicurato? Si riassume facilmente (e tristemente) nella consunta formuletta che l’ avvocato-premier, aspirante re Sole, ha recitato di fronte agli sparuti ospiti accolti dall’ intonso verde dell’ aristocratica Villa Pamphili: modernizzazione, riconversione ecologica e inclusione.Condìte, naturalmente, da una bella spruzzata di sburocratizzazione e di digitalizzazione, che non guasta mai. Tutto qua. Parole, parole, parole… Sconsolanti acrobazie oratorie. Ma dove stanno i progetti concreti e precisi che l’ Europa ci chiede per sbloccare gli attesi fondi a noi derelitti destinati dal Recovery Fund? Dove si nascondono le riforme “ambiziose” che i vertici della solita vecchia trojka di ellenica memoria (Commissione UE, Bce e Fondo monetario internazionale), intervenuti in prudente video-conferenza alla sfilata romana, hanno confermato di pretendere dall’ Italia prima di illuminare il belpaese con una luccicante montagna di euro? Non ci sono questi progetti.

Giuseppe Conte in colloquio

Non ci sono queste riforme. E chi si aspetta che vengano fuori da questa sbilenca passerella-scampagnata, sbaglia drammaticamente. I nostri governanti rossogialli, sciaguratamente spaccati in due o in tre – tra Pd scettico e distante, pentastellati angelicamente entusiasti e renziani imperscrutabili e in agguato – non hanno ancora capito che il tempo stringe e che occorrerebbe invece essere veloci e persuasivi per vincere le resistenze di molti Stati membri dell’ Unione che non ne vogliono sapere di convogliare sull’ Italia una tale pioggia di quattrini al buio? Sarà una lotta senza quartiere – in seno alle istituzioni europee – strappare il consenso a un piano di aiuti così consistente e inusuale per la UE. Per ora tutto è sulla carta. E rischia di restarci se il governicchio di Giuseppi pensa di presentarsi con fare da illusionista. Si ricordi il sig. Conte, che l’ altro giorno per le vie di Roma si è già beccato una salva di fischi e di improperi, che gli italiani lo stanno osservando attentamente. E non lo perdoneranno se manderà in fumo con le sue improvvisazioni le loro urgenti speranze, condannando il paese ad una crisi senza il barlume di un’ uscita. Attenzione, Conte. Stai scherzando col fuoco. Questi Stati Generali possono essere la tua tomba politica.

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