L'ormai ex avvocato del popolo, alla prova della Camera per verificare se esiste ancora una maggioranza parlamentare a sostenerlo, si appella agli europeisti e chiede aiuto. Il centrodestra unito e compatto come non mai lo attacca brutalmente, e domani al Senato...

Conte chiede “aiuto” alla Camera, il centrodestra lo massacra: “Appello patetico, vada a casa”

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Sono ore difficili per il premier Giuseppe Conte, occupato in una difficile – ma non impossibile – caccia ai voti per mantenere il suo posto al caldo sullo scranno di Palazzo Chigi. Oggi il primo atto alla Camera, dove il Governo giallorosso, moncato dalla fuoriuscita di Italia Viva, dovrebbe comunque ottenere la fiducia senza tanti problemi. Discorso più difficile domani in Senato, dove raggiungere il magic number di 161 sembra un tantino più complicato. Quella che attende Conte, Pd e 5S in questa due giorni è una sorta di match con andata e ritorno, e le certezze sembrano essere davvero poche.

Durante il suo intervento alla Camera dei deputati, Conte ha fatto un appello alle forze europeiste (meglio conosciute come “costruttori”, parola che il buon PdC ha rubato al gergo massonico) chiedendo loro di rinnovare la fiducia al suo Governo ma, soprattutto, alla sua persona. Non si è fatta attendere la replica del centrodestra, compatto ed unito come non mai: “Da Conte è arrivato un tardivo e patetico appello: ‘Aiutateci’. Aiutarlo a fare che cosa visto che non ha mai voluto ascoltare le opposizioni e il parlamento. Smettiamola con questi banali richiami all’europeismo da parte di un premier espressione di un Movimento andato in Francia a sostenere i facinorosi dei gilet gialli. Non c’è futuro per il Paese se il governo si reggerà con maggioranze raccogliticce e senatori pescati qua e là senza visione e senza idee. Siamo d’accordo con Conte: voltiamo pagina, dunque vada a casa e rassegni le dimissioni lasciando al centrodestra la possibilità di governare il Paese”.

Piovono stoccate ai fianchi di Conte anche da due illustri ex della politica italiana: Lamberto Dini e Cirino Pomicino. Per il primo domani non ci sarà una maggioranza pronta a sostenere Conte, ed anche se ci fossero i “voltagabbana” il suo sarebbe un Governo “peggiore di quello attuale”. Per Pomicino invece la crisi “è colpa dell’immobilismo Pd” e di una “voglia di destabilizzare il Paese.

Molto più pittoresco e lapidario Vittorio Sgarbi: “Sta succedendo qualcosa di drammatico e ridicolo. Conte è un bravo ragazzo, cantava Salvini quando qualcuno dubitava di lei. Poi quando Salvini se n’è andato, noi pensavamo che se ne andasse con lui, invece con un numero acrobatico è rimasto sostituendo se stesso e poi sostituendo la Lega con il Pd: l’Italia dei due Matteo. Ora chi l’ha voluto, Matteo Renzi, non lo vuole più, non è un paradosso? Lei continua a rimanere, complimenti! Lei rimane e l’Italia se ne va”.

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