Continuare con lo smart working? Pro e contro del “lavoro da casa”

Vantaggi e svantaggi del nuovo metodo di lavoro

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Casa diventa il nuovo ufficio grazie a smart working e telelavoro (Foto Carlo Tassi)

In un momento cruciale come questo, nel quale decisioni in vista di un futuro immediatamente prossimo sono all’ordine del giorno, è giusto affrontare il discorso “smart working” da diversi punti di vista e tentare, magari, di far emergere un parere oggettivo sul suo utilizzo.

Partiamo dai vantaggi:

  • lavorare da casa, effetto evidentemente più importante, blocca il traffico e di conseguenza l’inquinamento per spostarsi fino all’ufficio; in realtà, insieme a questo, va contato anche il risparmio in denaro per il carburante: in questi primi mesi di prova, secondo le stime, si sono evitati circa 50 milioni di chilometri e risparmiati almeno 4 milioni di euro in carburante. Il numero complessivo di Co2 evitato in favore del benessere del pianeta ammonta a circa 8mila tonnellate. Immaginiamo, a lungo andare, quanto potrebbe incidere un cambiamento del genere sul surriscaldamento globale e la qualità dell’aria che respiriamo.
  • vengono notevolmente abbassate le spese per l’azienda-datore di lavoro: gas, energia, attrezzature, e tutto ciò che riguarda la vivibilità dell’ufficio, potrebbe subire un drastico calo a tutto vantaggio del proprietario dell’impresa, il quale sarebbe nella posizione di ri-valutare tutti i vari contratti e aumentare notevolmente le entrate mensili.
  • si risparmia un numero in-considerabile di tempo: evitando spostamenti e preparazioni varie entra a disposizione dell’azienda un maggior tempo disponibile con un minor consumo di energie da parte del lavoratore.
  • la produttività è aumentata. Inutile cercare ancora di controbattere questa asserzione, sono ormai troppi i sondaggi e gli studi a riguardo. La concentrazione è maggiore e con lei la tranquillità. Minore è la pressione e l’imprevisto. Si abbatte l’assenteismo.
  • si diffonderanno nuove competenze tecnologiche, necessarie per un Paese come il nostro ancora totalmente indietro rispetto al passo del resto del mondo.

Passiamo agli svantaggi:

  • vediamo il rovescio della medaglia sulla questione “meno traffico, meno smog”. Infatti, per partire da qualcosa di concreto, ci basta andare a Monza per sentire come i negozi del centro si lamentino del fatto che “lo smart working uccide il commercio“. E’ innegabile, infatti, che meno le persone sono fuori casa, meno sono spinte a recarsi al negozio del centro, il quale magari è di passaggio proprio per il lavoro. Il problema, però, appare qui semplificato rispetto alla sua reale ampiezza: siamo sicuri che lo smart working sia il vero colpevole? In un’epoca in cui i centri si svuotano sempre più per via dei grandi centri commerciali posti in periferia, ci pare un tantino generalizzante incolpare la nuova metodologia di lavoro non considerando questa nuova inarrestabile tendenza.
  • qualcuno dice ancora: facili distrazioni. La situazione, certamente, cambia da caso a caso, ma nelle grandi aziende o istituzioni (che sono quelle con più uffici, e quindi con più lavoratori) è innegabile e incontestabile che le distrazioni possano essere maggiori. Sicuramente in una piccola azienda con un solo ufficio non c’è dubbio che le distrazioni possano anche (e non per forza) essere minori; ma vogliamo veramente paragonare i numeri dei lavoratori? Ovviamente, il vantaggio sarebbe da considerarsi in relazione alla maggioranza dei lavoratori, ossia quelli in grandi aziende.
  • difficoltà a controllare l’efficienza del lavoratore. Nulla di più falso. Se il datore di lavoro è interessato, ci sono oggi migliaia di tecnologie per tener traccia, anche a distanza, del lavoro svolto dal dipendente in tempo reale. E poi, alla fine del mese, si può trovare un parametro per quantificare e mettere a confronto con il lavoro da ufficio.
  • Solitudine e perdita di contatto delle persone. Questo, con le tecnologie globalizzanti, potrebbe certamente essere messo in dubbio, ma non c’è effettivamente discussione sul fatto che alcune personalità sentano un forte bisogno di relazionarsi.

A questo punto, appurato che il vero, unico svantaggio è quello della solitudine, si potrebbe iniziare a tirar giù le somme: lo smart-working sembra essere decisamente un nuovo modo positivo di affrontare il lavoro, in grado di far risparmiare tempo e denaro e di far aumentare la produttività. Il futuro, d’altronde, appare muoversi proprio in questa dimensione.

Dispiace per quelle personalità che hanno un forte bisogno di relazionarsi con gli altri: si potrà comunque valutare uno smart-working 50%-50%, in cui chi ha necessità profonda di avere un ufficio e un contatto costante con gli altri, si potrà incontrare in queste stanze mentre tutti gli altri sfruttano gli innumerevoli vantaggi di lavorare da casa.

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