Da gennaio avviato un protocollo, stanziati 500mila euro, in sperimentazione a Latina

Contrasto al caporalato, finanziamenti regionali per oltre 2 milioni di euro

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Caporalato, lavoro irregolare, sfruttamento dei lavoratori in agricoltura. Il contrasto a tali fenomeni è alla base della legge regionale n. 18, approvata lo scorso 14 agosto, illustrata – oggi nell’aula magna dell’Unitus – dagli assessori regionali al Lavoro Claudio Di Berardino, all’Agricoltura Enrica Onorati, alle Politiche sociali Alessandra Troncarelli e dal consigliere, e vice presidente commissione Agricoltura, Ognibene.

Più che sulla repressione del fenomeno “la Regione ha puntato sulla prevenzione – ha spiegato Di Berardino – con un protocollo per far emergere il ‘sommerso’. Stanziati 500mila euro nella legge di bilancio per l’avvio del protocollo, dallo scorso gennaio in sperimentazione sul territorio di Latina”.

Nel protocollo si affrontano i temi dei trasporti da e per il luogo di lavoro – che la Pisana vorrebbe di linea e gratuiti -, dell’emergenza abitativa – con un incentivo di 1 ml per i Comuni che metteranno a disposizione case sfitte -, e del ruolo del mediatore culturale.

Fenomeni – quelli del capolarato, del lavoro irregolare, dello sfruttamento dei lavoratori – che l’ente regionale sembra voler leggere però solo collegati all’immigrazione. Forse più evidente ma la realtà dello sfruttamento, del lavoro irregolare tocca anche molti italiani! Non solo come lavoratori ma anche le stesse imprese – quelle virtuose – che subiscono una concorrenza sleale.

Sulla base di quanto emerso dall’esperimento di Latina, la Pisana ha varato la legge, approvata ad agosto, che prevede – oltre all’istituzione di un Osservatorio regionale sul lavoro in agricoltura – 2,4 milioni di finanziamenti per il 2019, 2020 e 2021.

Negli interventi evidenziato come il capolarato sia un fenomeno che ‘infesta’ non solo l’agricoltura ma anche altri settori produttivi.

Il neo rettore Stefano Ubertini, aprendo i lavori, ha ricordato le due inchieste sul caporalato – con 4 arresti e una ventina di immigrati sfruttati – che hanno interessato la Tuscia.

“Fortunatamente, nonostante alcune situazioni, il nostro è un territorio sano” ha rimarcato il sindaco Giovanni Arena sollecitando al contempo leggi più incisive “per colpire chi si macchia di reati così infamanti”.

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