“Contro la chiusura di cinema e teatri stiamo organizzando una protesta nazionale”: l’annuncio dell’artista Simone Gamberi

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“Non possiamo morire per salvare il nostro sistema economico.”

E’ pieno di indignazione e anche di rabbia, il messaggio di Simone Gamberi, il giovane cantautore della Tuscia, all’indomani delle chiusure di cinema e teatri annunciate nell’ultimo DPCM.

“Questa volta la parola esatta è confusione … misure confuse che colpiscono posizioni lavorative che non sono realmente il problema – dice – teatri, cinema, palestre, bar e ristoranti hanno sempre rispettato le regole e non sono la principale causa dell’aumento del contagio …

Vi sono sfuggiti di mano i trasporti, le scuole e tutte le proteste autorizzate da politici indisciplinati e scorretti verso qualsiasi lavoratore italiano.

Se il diritto lavorativo si deve fermare per evitare e tentare di bloccare questa maledetta pandemia, si deve arrestare anche il dovere che ho verso il mio stato, dobbiamo fermarci per salvare il nostro sistema sanitario ma di certo non possiamo morire per salvare il nostro sistema economico.”

L’artista viterbese, reduce da una serie di premi e riconoscimenti a livello nazionale, ha dichiarato quindi di voler apertamente manifestare contro questo provvedimento.

“Stiamo pensando a dare vita ad una protesta pacifica-afferma – sulla falsa riga delle manifestazioni di dissenso registrate nelle ultime settimane ad Israele.

Il mondo dell’arte non è solo quello dei big ma anche, anzi soprattutto, quello animato da tantissime “piccole” realtà che, nel loro complesso, restituiscono una dignità culturale ad una nazione.

E’ per questo che le ultime restrizioni rischiano di cancellare non solo cinema e teatri, ma le radici stesse di una comunità.

Siamo consapevoli che il virus esiste e non va sottovalutato, perciò la nostra protesta sarà organizzata nel rispetto di tutte le regole, a partire dai due metri di distanziamento.

Tutti gli artisti sono chiamati a partecipare, scenderemo in piazza ed ognuno darà vita ad una breve performance.

La nostra intenzione è quella di coinvolgere Roma, Milano e la stessa Viterbo.

Un’unica voce per gridare al Paese che vogliamo vivere!”

 

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