Coppia civitavecchiese alleva ostriche in Sardegna…ma il sogno rischia di infrangersi

Erano “emigrati” in Sardegna per mettere in piedi il loro sogno. L’idea c’era, la zona anche e per alcuni anni il business ha funzionato perfettamente. Poi il depuratore ha smesso di funzionare

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Erano “emigrati” in Sardegna per mettere in piedi il loro sogno. L’idea c’era, la zona anche e per alcuni anni il business ha funzionato perfettamente.
La storia è quella di un allevamento di ostriche, realizzato da una coppia di Civitavecchia, Alessandro Gorla e Francesca Gargiulli. Quindici anni fa si trasferiscono in Sardegna, a San Teodoro. Lì infatti esiste una laguna, lo stagno di San Teodoro, che si presta perfettamente per la realizzazione della loro impresa. Quel sito infatti, dal 1997, fa parte dell’area protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo, su decreto del ministero dell’Ambiente, grazie alle sue acque incontaminate. Dieci anni più tardi, lo stesso Stagno di San Teodoro viene riconosciuto sito d’interesse comunitario e zona di protezione speciale, grazie ai valori naturalistici racchiusi in quell’area marina. L’impresa di Gorla e Gargiulli, la Compagnia Ostricola Mediterranea Scarl, inizia a dare i suoi frutti, dato che la qualità delle ostriche da loro prodotte viene riconosciuta ovunque a livello commerciale, ritenute tra le più garantite.
Ma qualcosa inizia a rompersi alcuni anni fa, dopo che la gestione dei depuratori e delle pompe di sollevamento che garantiscono la purezza dell’acqua, passa ad una nuova società, la Abbanoa spa. . Scattano una serie di controlli sia della Asl che dei carabinieri dei Nas, che evidenziano il problema. Il tutto a svantaggio della qualità delle ostriche prodotte dai due civitavecchiesi. Iniziano le ordinanze sindacali che proibiscono la vendita del prodotto, che si fanno via via sempre più frequenti e stringenti, con evidenti problemi economici che si intensificano col passare del tempo. Adesso la storia con ogni probabilità arriverà in tribunale in Sardegna, che dovrà stabilire se c’è, ed eventualmente a chi è attribuibile, qualche responsabilità relativa all’inquinamento dello Stagno di San Teodoro e dei danni che la Compagnia Ostricola Meditarrenaea subisce ormai da anni.

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