Coprifuoco, il popolo non ci sta più: o si cambia o si cambia

Medici e scienziati si sono tirati fuori dalla decisione di mantenere il coprifuoco alle 22. Psicologi, intellettuali e la maggioranza dei politici anche. Al Governo Draghi rimangono poche possibilità

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E’ finito il tempo, durato ben più di un anno, in cui i governi dei vari paesi (europei e del mondo) avevano la totale libertà di manovrare la vita dei popoli a loro piacimento, e questi, impauriti dal virus, si lasciavano sopraffare.
In tutta Europa, e in particolare negli ultimi giorni in Italia, le persone si sono stancate e sono cominciate le vere rivolte. Dalla Germania, alla Finlandia, alla Polonia, ad altri Paesi come il nostro che nella propria tradizione storica e genetica hanno una consapevolezza forte delle modalità di impostazione dei totalitarismi, si è ormai toccato un limite che difficilmente potrà ancora essere superato e rimarcato.

In particolare l’eventualità che il coprifuoco alle 22 si prolunghi per l’intera estate distruggendo il già stremato comparto economico (e turistico in particolare, oltre che psicologico) sta portando, e ciò è ben comprensibile grazie ai media odierni, le persone a promettere ribellioni concrete al sistema.
Basta avere un po’ di competenza informatica/social per individuare la linea di pensiero che ormai si sta diffondendo nel Bel Paese: il popolo non rispetterà il coprifuoco imposto.

Convinzione e “sciopero” reso ancor più possibile dalle dichiarazioni del Cts (Comitato tecnico scientifico) che si è tirato fuori dalla decisione di proseguire con le limitazioni orarie, rendendo l’ultimo decreto “scelta puramente politica” e, dunque, incostituzionale. L’articolo 16 della nostra Costituzione recita infatti così:

Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche.

Qualcuno dei pochi (per fortuna!) sostenitori dell’attuale Governo Draghi, capace di inimicarsi l’intera Italia indipendentemente dai Partiti nel giro di 2 mesi, vorrà ancora soffermarsi su quella porzione di testo apparentemente interpretativa che dice “per motivi di sanità“, non tenendo conto del fatto che le dichiarazioni stesse del Comitato Scientifico escludono in definitiva, e senza possibilità di retoriche, questa via. Non contando, peraltro, che già in passato la maggior parte delle cause anti-Covid portate al TAR, pure se di decreti decisi dal Cts, furono annullate poiché giudicate anticostituzionali.

La possibilità che il Governo non prende in considerazione è che presto la situazione stremante possa giungere fino anche alle Forze dell’Ordine; se ciò dovesse capitare, sarebbe davvero la fine per ogni tentativo di oppressione.
La storia insegna che quello è il punto di rottura.

Perdipiù ricordiamo che dalla parte di chi vorrebbe annullare questi evidentemente inutili provvedimenti ci sono anche psicologi e psicoterapeuti molto noti: la teoria principale che si sta diffondendo è quella per cui si avrebbero più danni dalla depressione grave di milioni di persone che da una diffusione più ampia di Covid. Tutto da provare, certo, ma chi meglio di loro ha coscienza dell’attuale situazione psichica dei popoli?

La strada è segnata, e se quanto detto non bastasse, insieme al Cts, sono anche la maggior parte dei leader dei più importanti partiti italiani e alcune figure intellettuali di spicco, di cui qui, per concludere, riportiamo le citazioni:

MATTEO SALVINI: Coprifuoco a vita? No, grazie!
La mia battaglia: eliminare il coprifuoco prima possibile, restituendo vita, diritti e libertà agli Italiani.

GIORGIA MELONI: Il governo ha annunciato la proroga del coprifuoco alle 22. È l’ennesima mazzata per tutto il Paese e una scelta folle che rischia di distruggere definitivamente il tessuto economico nazionale. Il governo faccia subito un passo indietro. Nei prossimi giorni organizzeremo iniziative contro questa misura irragionevole e inutilmente punitiva: la pazienza degli italiani non è infinita.

MATTEO RENZI: Penso e spero che sia arrivato il momento di iniziare a ripartire: riaprire scuola e università è doveroso e prioritario, sapete come la penso, ma credo anche che la svolta psicologica per il Paese arriverà soprattutto con l’abolizione della misura del coprifuoco e la riapertura dei ristoranti, dei teatri, degli spazi di socialità la sera. Solo allora inizierà l’uscita dal tunnel di questa lunga depressione

VITTORIO SGARBI: Il Governo continua a provocare i cittadini. Il coprifuoco alle 22,00 è una limitazione della libertà personale decisa da menti malate.

ANTONELLA VIOLA (IMMUNOLOGA): Spostare il coprifuoco di un’ora, alle 23, permetterebbe ai ristoratori che stanno investendo nelle strutture all’aperto di affrontare con maggiore fiducia la ripartenza. Così come aiuterebbe il mondo dello spettacolo, duramente colpito dalle restrizioni. E non cambierebbe invece nulla dal punto di vista dei contagi, a patto che continuino i controlli.

DIEGO FUSARO: Il prolungamento fino al 31 di luglio del coprifuoco è la prova di ciò che andiamo sostenendo ormai da un anno: ossia del fatto che è in atto una terrificante riplasmazione autoritaria della società. È finito, forse per sempre, il tempo del compromesso fra capitalismo e democrazia parlamentare. Il capitalismo vincente si sta riorganizzando in maniera autoritaria, sfruttando al meglio l’emergenza epidemiologica. Quanti diritti e quante libertà siete ancora disposti a farvi sequestrare in nome della emergenza sanitaria?

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