Coprifuoco, illogica misura su cui il Governo ha smesso di ascoltare gli scienziati

L'illogica misura del coprifuoco, per via della presa di distanza di esperti come Vaia, Bassetti e Viola, si rivela come decisione del tutto politica

120

La nuova decisione presa dalla “cabina di regia” del Governo nei riguardi del coprifuoco (da domani alle 23, invece che alle 22) sa di beffa assoluta per gran parte della popolazione: una terribile presa in giro, un finto regalo che sa di nulla in una situazione che permetterebbe di comportarsi nella maniera diametralmente opposta.

Le motivazioni per cui il coprifuoco si sarebbe potuto tranquillamente prolungare a un orario molto più avanzato o addirittura eliminare del tutto, sono evidenti agli occhi di chiunque; ciò che fa più rabbia, e rende il tutto ancora più amaro, è questo improvviso cambio di direzione nella linea seguita dal Governo: se fino a pochi mesi fa ciò che contava era la posizione della scienza, da quando questa, o in generale i virologi e il Comitato Tecnico Scientifico (CTS), hanno cominciato a gridare alle riaperture, la direzione intrapresa è stata immediatamente quella di chiudere le orecchie ai loro consigli.

Ed ecco così confermare a più riprese l’inutilità delle imposizioni restrittive, cominciando da Francesco Vaia, direttore nientepopodimeno dello Spallanzani di Roma, per continuare con Antonella Viola, immunologa di rilevanza nazionale, e Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova, fino a concludere addirittura con lo stesso CTS, il quale pochi mesi fa, per chi già se ne fosse dimenticato, aveva ricordato quanto fosse inutile tenere chiusi i locali di sera, con tanto di silenzio da parte del gruppo Conte.
Ecco allora Vaia invocare l’annullamento del coprifuoco per l’assenza di valore scientifico, argomentazione ripresa da Viola la quale, dal canto suo, invitò, per lo stesso motivo, ad allentare questa misura per evitare di far rinchiudere le persone in casa. Per non parlare di Bassetti, il quale ha valutato l’imposizione come “liberticida” oltre che “senza basi scientifiche” e addirittura “controproducente“.

Pare quindi totalmente illogica la nuova scelta del Governo, basata evidentemente su posizioni di carattere politico e non scientifico/sanitario, in quanto dimostrazione di pugno duro nei confronti dell’opposizione.
E se qualcuno contestasse un’evidenza già di per sé dogmatica appellandosi ai controlli, spiegasse anche quale sarebbe la fondamentale differenza in quest’ottica tra, perlomeno, gli orari di 23 e 24.

A sostegno di tutto ciò, come già si anticipava con la suddetta immunologa, anche il fatto che sempre più studi dimostrano quanto in zone esterne il virus si trasmetta in quantità pressoché minime. Di qui la proposta, anche dagli esperti stessi, di concentrarsi più sul rispetto del movimento all’aria aperta e sulla diluizione in più ore dell’orario disponibile per i contatti, dunque riducendo o abolendo l’illogica restrizione.

Si concluda invitando chi legge (magari fosse Mr. Draghi!) a comparare la situazione attuale con quella dello scorso anno a questo stesso momento del mese. Ci si accorgerà, rimanendo presumibilmente sbalorditi, che pur in una simile situazione, in passato, con una riapertura praticamente totale e senza la contestata misura, i risultati dei mesi successivi sarebbero stati sempre migliori a livello di contagi, nonostante, udite udite, l’assenza di vaccini. E solo la fine dell’estate, per via dei viaggi all’estero, avrebbe causato un ritorno del Covid.

Il coprifuoco, e non è certo un parere personale o contestabile, raggiunge esattamente, secondo gli esperti (vedi Bassetti), il risultato opposto a quello che persegue: meno ore significa più affollamento in quelle poche concesse, e quando riapriranno i locali al chiuso (1 giugno) addirittura comporterà maggiori assembramenti in zone prive di areazione.

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui