Corchiano: riportato alla luce l’antico Acquedotto Fescennino

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L’acquedotto Fescennino: una grande opera di ingegneria di idraulica antica, con tutta probabilità risalente al VI secolo a. C., è stata finalmente riportata alla luce.

A renderlo noto è la Fondazione Corchiano Monumento Naturale, presieduta da Giancarlo Forti che, sabato 20 e domenica 21 giugno, ha concluso la campagna di scavo intrapresa nell’acquedotto di Cenciano insieme al proprio Gruppo Speleo ed al preziosissimo contributo di Coop. ArcheoArte ed Esplora Tuscia.

Al centro dell’interesse, il vecchio acquedotto di probabile epoca falisca, di cui, dopo circa 40 anni, è stato ricongiunto il tratto mancante.

L’acquedotto, riutilizzato in epoca contemporanea, era caduto in oblìo, ora grazie a quest’intervento di recupero, che ha permesso di rimuovere una serie di sbarramenti che ne impedivano il percorso, l’intero tratto è divenuto percorribile.

Non sono mancati, durante la campagna di ricerca, momenti di tensione.

Conme si apprende, infatti, sulla pagina di ArcheoArte:

“La squadra di studiosi era scesa la mattina di domenica 21 giugno
concordando, come da prassi, l’orario di ritorno in superficie.

Ma qualcosa è andato storto. Le piogge dei giorni precedenti, la spessa fanghiglia ed i cumuli di detriti hanno rallentato di molto i lavori e così si è messa in moto la macchina dei soccorsi.

Geologi ed archeologi fortunatamente stavano bene ed erano impegnati a rimuovere gli ultimi impedimenti che hanno restituito alla storia una galleria sotterranea di oltre 2 km con cunicoli laterali, diramazioni e sifoni ancora tutti da esplorare”

 

 

 

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