Coronavirus. Attivati Coc e Coi di Protezione civile. Sopralluoghi del sindaco Tedesco: “rispettate le norme per fermare il contagio”

Il Coc e il Coi, che sono coordinati da Valentino Arillo, hanno sede presso il Centro Polifunzionale di Protezione Civile di Civitavecchia, via Tarquinia 30.

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il sindaco di Civitavecchia Ernesto Tedesco

Il Sindaco di Civitavecchia Ernesto Tedesco, sentiti i colleghi di Allumiere, Santa Marinella e Tolfa, ha deciso di istituire il Centro Operativo Comunale (Coc) e il Centro Operativo Intercomunale (Coi) per l’emergenza nazionale da coronavirus Covid-19. Il Coc e il Coi, che sono coordinati da Valentino Arillo, hanno sede presso il Centro Polifunzionale di Protezione Civile di Civitavecchia, via Tarquinia 30.

La decisione è arrivata al termine di una giornata caratterizzata da una serie di sopralluoghi in uffici comunali e luoghi pubblici per Ernesto Tedesco. Il Sindaco di Civitavecchia, accompagnato dal Vicesindaco Massimiliano Grasso, ha deciso di verificare personalmente il rispetto delle distanze minime per la profilassi da coronavirus sia nella sede centrale che nelle varie sedi dislocate, dall’anagrafe a Fiumaretta, dall’Autoparco alla Caserma Stegher, incontrando i dipendenti comunali e i vigili urbani. È stata l’occasione anche per una visita ai volontari di Protezione civile, coordinati da Valentino Arillo, operativi da giorni al numero 0766 19422, che dà informazioni a tutti i cittadini sull’emergenza da coronavirus e sui comportamenti da mantenere. Stamattina si è già svolto il primo incontro del neonato Centro.

Al riguardo, si registra il nuovo appello del Sindaco: “Torno a dire che è necessario che si viva questo momento senza isterismi o panico, ma contribuendo con i propri comportamenti a mantenere la situazione sotto controllo. Anche al mercato, tra operatori e frequentatori che ho trovato particolarmente responsabili ho ripetuto che ci sono precise disposizioni di legge emanate a livello governativo e che vanno rispettate. Inoltre, mi corre l’obbligo di ripetere che chi può stare a casa, è bene che lo faccia ed è un meccanismo che dovrebbero comprendere anche i giovani. Anche per questo ho voluto estendere i miei sopralluoghi a locali, fast food e altri luoghi di ritrovo tradizionali: i nostri ragazzi non devono pensare di essere immuni, ma soprattutto devono ragionare sul fatto che possono essere essi stessi veicoli di contagio e in particolare per quelle categorie, come anziani o persone malate, che hanno maggiori rischi in questa fase. Il contagio va fermato e il Comune farà la sua parte”.

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