Quali sono le ripercussioni dell'emergenza sul turismo nella Tuscia?

Coronavirus, Bolsena tiene duro. Di Sorte: “Situazione preoccupante, ma dobbiamo restare positivi”

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Il lago di Bolsena. Foto di Diego Galli
andrea di sorte
Andrea Di Sorte, vicesindaco di Bolsena

Dopo la conferma dei primi casi di Coronavirus nella Tuscia, cresce la preoccupazione nei cittadini, e il settore turistico nel territorio subisce cali ingenti. Abbiamo parlato della situazione con il vicesindaco di Bolsena, Andrea Di Sorte.

Che aria si respira a Bolsena in questo momento di emergenza?

“L’aria è buona, siamo tra i paesi con la qualità migliore del Lazio, non potrebbe essere altrimenti… scherzi a parte c’è molta preoccupazione, è evidente; il turismo è un settore che sta subendo pesanti ripercussioni economiche nel mondo, siamo alle porte di una crisi profonda, la sensazione è tutt’altro che buona. Ma non ci arrenderemo al pessimismo”.

Che succederà a Bolsena nel 2020?

“Da venti giorni anche a Bolsena c’è una tangibile contrazione della domanda, oltre una serie di disdette alberghiere. Questo si spiega con la paura e la preoccupazione, soprattutto all’estero, di ciò che c’è, e probabilmente ci sarà, in Italia in questi mesi a venire. Sul turismo di giornata, quello mordi e fuggi, aspettiamo di capire questo weekend come si svilupperà”.

Possiamo parlare di una crisi nel settore alberghiero?

“In crisi no, però la primavera preoccupa, c’è un grande punto interrogativo sul periodo che va da Pasqua al primo di maggio. Siamo alla finestra per capire l’evolversi degli eventi sociosanitari. Disdette stanno arrivando, questo è inevitabile vista la comunicazione delle istituzioni degli ultimi trenta giorni”.

Quali sono le tipologie di disdette che hanno gli operatori?

“Marzo è il primo mese penalizzato e, ormai, quasi compromesso. Bolsena in questo periodo lavorava molto con le gite scolastiche grazie alla presenza del museo territoriale del lago, dell’acquario e dei laboratori didattici di biologia che fanno numeri importanti, oltre le visite alla Basilica di Santa Cristina. Con la chiusura delle scuole è ovvio che questo mercato è paralizzato. Come lo è quello estero proveniente dalla Germania e dell’Olanda. E come lo è quello dei pellegrini diretti alla Basilica. Riceviamo molte mail da tutto il mondo per capire come è la situazione, ma possiamo dire ben poco per ora”.

Gli stranieri come hanno reagito alle notizie?

“L’Italia, purtroppo ed erroneamente, è stata issata a focolaio d’Europa. Ci stanno guardando tutti come appestati e la comunicazione fatta dal governo non ha aiutato in questo. Non voglio dare colpe a nessuno, penso sia difficilissimo prendere le decisioni oggi, ma qualcosa non ha funzionato, è chiaro. Ed il settore turistico, insieme a quello del Made in Italy e della filiera agroalimentare, ne sta pagando le prime conseguenze. Per come eravamo partiti, per la percezione che c’era ad inizio anno del 2020, per Bolsena, è un vero e proprio peccato, credevamo ad un anno record”.

Cosa auspicate dunque oggi?

“Guardi, attualmente gli operatori del settore hanno bisogno, a mio avviso, di due azioni di sostegno. La prima azione deve essere fatta dalla Regione e dal Governo: sgravi fiscali, detassazione del costo del lavoro e magari l’istituzione di un fondo di solidarietà. La seconda cosa riguarda la promozione: guai a fermarsi; al contrario i comuni e le regioni devono mettere in piedi una controinformazione positiva, devono investire ancora nel marketing e nella promozione puntando all’estate. Perché dobbiamo farci trovare pronti nel caso la situazione migliori”.

Quali sono le strategie messe in atto dal Comune? Alcune di esse sono saltate o hanno subito modifiche?

“Ripeto, no. Non ancora. Abbiamo dei progetti in piedi per una forte attività di promozione ed un accordo in itinere con gli amici di Bagnoregio, coi quali siamo in contatto quotidianamente per capire gli sviluppi della situazione turistica. Per la prima volta stiamo facendo dei ragionamenti da comprensorio. Tutti, da questo punto di vista, ci sentiamo meno soli. Siamo una squadra e affronteremo la situazione come una squadra”.

Quindi si deve pensare positivo…

“Tendo a pensare che il mercato interno, almeno quello italiano, possa ripartire. Dobbiamo puntarci senza esitazione, ma tenendo d’occhio l’evoluzione del Covid-19. Marzo, da questo punto di vista, ci dirà molte cose. Ma, personalmente, mantengo un cauto ottimismo. Dobbiamo aspettare”.

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