Il presidente brasiliano rilascia delle dichiarazioni che tornano a far discutere il mondo intero sulla pandemia, eppure il suo consenso continua a crescere

Coronavirus, Bolsonaro: “Basta fare le femminucce, tanto moriremo tutti”

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Jair Messias Bolsonaro, presidente della repubblica brasiliano, torna a far parlare di sé rilasciando delle dichiarazioni burrascose sul Coronavirus.

Il Brasile, dallo scoppio della pandemia, ha deciso di adottare una linea che si poggia sul cosiddetto “laissez-faire”, non applicando particolari restrizioni alle libertà dei cittadini al fine di contenere i contagi. Nonostante quella che molti potrebbero definire in Occidente come una noncuranza, il tasso di mortalità da Covid-19 in Brasile – secondo gli ultimi report – si attesterebbe allo 0,077%, rientrando perfettamente nella media europea dove, come noto, si sono adottate misure molto stringenti ed anche in alcuni casi lockdown.

E proprio questo “laissez-faire” ha fatto entrare di diritto Bolsonaro (considerato erroneamente da molti esponente dell’estrema destra) nel gotha dei capi di stato più criticati per la gestione della pandemia. Lui, dal canto suo, sembra fregarsene dei giudizi e continua a rilasciare dichiarazioni che, se venissero rilasciate da qualche politico nostrano, costerebbero probabilmente il linciaggio.

Smettiamola di essere un Paese di femminucce. Ormai tutto è pandemia. Mi dispiace per i morti, mi dispiace, ma un giorno moriremo tutti”, ha esordito così di fronte ai giornalisti brasiliani in occasione di una conferenza stampa. Ma, nel caso in cui non vi fossero bastate queste parole, Bolsonaro ha rincarato la dose: “E’ inutile fuggire dalla realtà. Dobbiamo affrontare la pandemia con il petto in fuori, combattere. Che generazione è la nostra?”. Concludendo, il capo di stato verdeoro ha anche ironizzato sulle sue stesse dichiarazioni: “Guarda che piatto pieno per la stampa. Un piatto pieno per l’avvoltoio che è là dietro“.

Bolsonaro festeggia per la sua elezione

Beh, non si può dire che Bolsonaro non sia sopra le righe e fuori dagli schemi. Il suo carattere ed il suo essere un personaggio quasi pittoresco si fanno sentire anche nelle relazioni con i Paesi esteri, un esempio? Nel giorno del lancio del vaccino della Pfizer, ha rifiutato il vaccino cinese “CoronaVac” in quanto avrebbe portato “Morte, disabilità, anomalie“. Chi pensava che aver contratto il virus in prima persona avrebbe cambiato il suo approccio nei confronti dell’emergenza sanitaria si sbagliava, e anche di molto.

Eppure, nonostante queste dichiarazioni che ai più faranno strabuzzare gli occhi, la popolarità nel suo Paese è alle stelle: in neanche cinque mesi è salita dal 32% al 39,4%, mentre la disapprovazione è crollata dal 44% al 34%. Bolsonaro fu eletto nel 2018 con il 55% delle preferenze e, con questi numeri, rischia di essere rieletto per un secondo mandato. La sua storia politica, prima del grande successo alle presidenziali (durante la campagna elettorale venne accoltellato da un militante di estrema sinistra e rischiò di morire), è partita ufficialmente nel 1988 – anno in cui venne eletto consigliere comunale a Rio de Janeiro – e non sembra destinata ad interrompersi facilmente. Molti in Europa lo considerano, come detto, appartenente all’estrema destra ma, invece, Bolsonaro gode dell’appoggio di molti partiti moderati come il Partito Social-Liberale ed il Partito Laburista Rinnovatore Brasiliano su tutti.

 

 

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