Ieri in conferenza l’imbarazzo del commissario della Protezione Civile

Coronavirus, Borrelli ammette: “Dati imperfetti, positivi possono essere più di 600 mila”

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Confusione ieri, durante l’appuntamento fisso con la Protezione Civile e il commissario Angelo Borrelli, che ha – come ogni giorno – comunicato i dati relativi all’emergenza coronavirus. Borrelli, tuttavia, qualche ora prima, aveva confessato a Repubblica che “i dati potrebbero essere anche 10 volte superiori a quelli forniti”.

La situazione si è complicata in diretta, quando un giornalista ha posto la sacrosanta domanda: “Perché, allora, fare queste conferenze ogni sera alle 18? Noi cosa veniamo a fare qui se i dati non sono reali?”.

L’imbarazzo del commissario è stato palpabile mentre si è difeso dichiarando di essere stato travisato perché, nell’intervista esclusiva rilasciata a Repubblica, stava rispondendo a una domanda più ampia. Eppure, in conferenza stampa, ha ribadito: “600 mila sono i possibili casi di persone positive ma asintomatiche”.

Per Borrelli, si tratta di “un discorso empirico”. I dati reali sarebbero difficili da raccogliere e quindi, si continuerà così come si sta facendo, proseguendo con le conferenze giornaliere delle 18 e la comunicazione di dati “imperfetti” e “parziali”.

L’unica certezza, è che la situazione sarebbe decisamente più complicata di quella che sembra. Speriamo allora nel rialzo delle temperature, che potrebbero (condizionale utilizzato anche dall’OMS) aiutarci nella lotta contro il coronavirus. E speriamo anche nella veloce ripresa di Guido Bertolaso… alla Protezione Civile e a tutta l’Italia serve più aiuto che mai nel gestire questa confusa e difficile situazione.

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