Il direttore di Confartigianato stigmatizza: "Alle 10 di sera si dice a bar e ristoranti di restare chiusi l'indomani. E le forniture acquistate?"

Coronavirus, De Simone: “Dal Governo un modo di comunicare sconcertante!”

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Andrea De Simone, segretario di Confartigianato Imprese Viterbo

“Un uso della comunicazione confuso e sconcertante!”.

E’ tranchant il commento del direttore di Confartigianato Andrea De Simone.

“Cambiare le carte in tavola ogni sei ore come accaduto tra lunedì, martedì e ieri sera può essere sconcertante. Prendiamo a esempio i parrucchieri: in tre giorni tra il primo decreto del Presidente del consiglio, l’ordinanza della Regione Lazio martedì fino al decreto di Conte di ieri sera sono state fornite indicazioni contrastanti. Gli ambulanti alimentari che possono lavorare, tranne nel weekend, sono però poi bloccati da ordinanze comunali”.

A irritare in particolare De Simone è l’orario in cui sono state annunciate le ultime misure.

“Alle 22 si dice a bar e ristoranti di restare chiusi. A quell’ora chi pensava di poter tenere aperta l’attività aveva già provveduto all’acquisto delle forniture”.

Anche se “diversi ristoranti, che potevano restare aperti fino alle 18, via via stavano chiudendo da soli perché si sono resi conto che il lavoro solo a pranzo, per di più in questo periodo, poco pagava. Stesso discorso per i bar”.

“Per la realtà viterbese, fatta eccezione per bar, ristoranti e parrucchieri, – prosegue – poco è cambiato. Sono tantissime le attività che possono restare aperte perché considerati servizi essenziali. Elettricisti, idraulici e anche altri – dalle vetrerie agli ottici, alle imprese edili con le dovute precauzioni e la giusta prudenza – per i quali non esistono pregiudizi per poter lavorare”.

E proprio a questi si rivolge il direttore dichiarando: “Stiamo al loro fianco e siamo regolarmente aperti. Gli uffici sono chiusi al pubblico ma lavoriamo con canali alternativi: telefono, mail, videochiamate, Skype”.

Alla luce dell’ultimo decreto che ha blindato tutta Italia, De Simone ribadisce con maggiore forza la richiesta di misure compensative. Misure ampiamente descritte nella precedente intervista rilasciata a La mia città news il 10 marzo.

“Sono stati stanziati 25 miliardi di euro. Vedremo domani cosa metteranno nei decreti attuativi perché la preoccupazione da parte delle imprese è forte. Chi ha dovuto chiudere l’attività, chi vede comunque il lavoro rallentato, chi ha mandato i dipendenti in ferie… E’ necessario che ci sia un intervento forte!”.

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