Coronavirus: il prezioso aiuto delle guardie giurate per garantire sicurezza

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In queste lunghe e terribili settimane nelle quali il Coronavirus sta mettendo a dura prova l’Italia è certamente sotto gli occhi di tutti, ben visibile il lavoro dei nostri medici ed infermieri che non conosce tregua né riposo.

Tutto il personale ospedaliero si sta impegnando senza risparmiarsi. Notte e giorno.

C’e’ però anche un lavoro meno visibile, discreto, che continua ad essere svolto con competenza, attenzione, prontezza ed in situazioni spesso ad alto rischio.

È quello delle Guardie Giurate degli Istituti di Vigilanza.

Ne abbiamo parlato con Emanuele Salamone, Security manager di Securpool srl, Istituto di Vigilanza fortemente presente nelle province di Terni, Perugia, Viterbo e Rieti.

“Dallo scoppio dell’ emergenza Coronavirus il nostro Istituto di Vigilanza ha visto incrementare enormemente le richieste di servizi di vigilanza da parte non solo di Enti Pubblici, Ospedali e ASL ma anche e soprattutto da parte di aziende private ed attività commerciali costrette a rimanere chiuse, e pertanto, maggiormente esposte a danni alla proprietà e a furti.

Le richieste maggiori riguardano il piantonamento fisso, il trasporto contante in sicurezza, la ronda notturna.

Ma tutti i servizi di vigilanza hanno visto un incremento della domanda. Anche da parte dei privati cittadini.”

“E’ impensabile immaginare  – continua Salamone  – gli ospedali, le asl, i porti, gli aeroporti e le stazioni, senza un controllo più che complementare a quello delle Forze dell’ordine.

O ai Bancomat senza contanti, con sportelli bancari in progressiva riduzione di apertura, a strutture di Pronto soccorso e Sert non sorvegliati o a supermercati con le casse piene di contante giacente.

Senza i servizi di vigilanza e questi angeli invisibili e discreti che sono le Guardie Giurate, che nel silenzio e con totale dedizione continuano ad operare in un contesto fortemente a rischio a causa della pandemia e del rischio contagio, tutti questi servizi essenziali cesserebbero di essere erogati, con un danno enorme per la collettività ed il sistema economico-produttivo.

Tutto ciò costituirebbe un disastro di proporzioni colossali. Soprattutto in un momento nel quale la chiusura forzata di aziende ed attività commerciali le rende più vulnerabili e maggiormente bisognose di sicurezza.”

 

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