Coronavirus, Lazio resta zona gialla: l’indice Rt cala. Zingaretti: “Misure adottate e rigore funzionano”

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Articolo di Lorenzo Nicolini, da“Roma Today”

Il Lazio resta zona gialla e non sarà quindi arancione, scenario possibile fino a due giorni fa a causa di diversi fattori negativi. Il Ministro della salute Roberto Speranza ha firmato una nuova ordinanza che riguarda le regioni e le relative zone di appartenenza per le prossime due settimane. Nulla cambia per Roma e il resto della regione.

Rinnovate dunque le misure introdotte il 4 novembre nell’ultimo Dpcm con la nuova ordinanza che sarà valida fino al 3 dicembre. Al momento, dunque, il Lazio rimane in zona gialla insieme al Molise, Provincia autonoma di Trento, Sardegna, Veneto. 

I parametri presi in considerazione

Il Lazio, infatti, stando all’ultimo bollettino del 20 novembre ha un indice Rt a 0,82 sotto la soglia critica dell’uno. Non c’è però solamente l’indice di contagiosità da tenere in considerazione. La percentuale dei posti letto di terapia intensiva occupati nel Lazio, infatti, resta alta e ha superato la soglia critica diffusa dall’Agenas, l’agenzia per i servizi sanitari regionali che ha messo l’asticella al 30%, mentre la regione che accoglie la Capitale ora è al 32%. Non solo, sono infatti 337 i posti letto occupati negli ospedali laziali: mai così tanti. 

Per quanto riguarda invece i ricoveri in area ‘non critica’, ovvero nei reparti di malattie infettive, pneumologia e medicina interna, la soglia dei posti letto occupati da pazienti Covid, in questo caso definita pari al 40% viene ancora superata dal Lazio ora al 49%: 3202 pazienti ricoverati al momento. 

Soddisfatto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: “Il rigore e lo sforzo che abbiamo messo tutti nell’introdurre e rispettare le regole di contenimento sta dando dei risultati. Le regole che ci siamo dati funzionano grazie allo sforzo della nostra comunità che voglio ringraziare per l’impegno di queste settimane, in particolare di nuovo a tutto il personale della sanità. In tutto il mondo il contagio divampa nelle grandi metropoli. Aver raggiunto insieme questi risultati nella Regione di Roma, la più grande metropoli italiana, è importante”.

Zingaretti, però, non vuole cantare vittoria: “Il livello di contagio rimane alto (77746 gli attuali positivi nel Lazio ndr) ma il miglioramento c’è. Questo è positivo per la sicurezza delle persone e per la nostra economia. Ora non molliamo. Bisogna continuare ad abbassare la curva, deve diminuire il contagio, i ricoveri e i decessi. Continuiamo a combattere perché questo è il modo di uscire da questa fase, salvare vite umane e tornare a vivere. Il nemico è il virus non le regole e i comportamenti individuali per fermarlo”.  

E sul calo dell’indice di contagiosità anche l’assessore alla sanità laziale Alessio D’Amato ha voluto dire la sua: “La corsa del virus rallenta nel Lazio”, che “è tra le grandi regioni quella con valore Rt più basso grazie alle tempestive misure adottate e al rigore nei comportamenti che deve necessariamente proseguire. Guai a cantare vittoria, il percorso è ancora lungo”.

“Nel Lazio sono stati “superati gli 1,5 milioni di casi testati: il numero pro capite più alto tra le regioni italiane. I casi identificati da attività di screening sono oltre il 70%, a dimostrazione dell’importanza dei test antigenici”, ha poi aggiunto.

Al momento non ci saranno quindi ulteriori restrizioni, dunque. Tra le norme essenziali da ricordare sempre ci sono: l’obbligo di indossare la mascherina quando si esce di casa e il divieto di uscire da casa tra le 22 e le 5 (si può uscire esclusivamente per motivi di lavoro, di salute o casi di necessità). Stabilita anche la chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi, ma rimangono aperti al loro interno i negozi alimentari e le farmacie.

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