Focolaio in Lombardia. Il paziente zero sembrerebbe un portatore asintomatico

Coronavirus, sei casi accertati in Italia. Nuove misure di quarantena dal Ministero della Salute

Duecentocinquanta i soggetti sotto osservazioni. Burioni aveva avvertito già mesi fa: "Servono misure di quarantena sui cittadini provenienti dalla Cina"

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Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte invita alla calma. Intanto dal Ministero della Salute arrivano le prime misure di quarantena obbligatoria per tutti coloro che sono stati a contatto con contagiati accertati da Coronavirus e, in più, di sorveglianza attiva nei confronti rientrati negli ultimi 14 giorni da zone a rischio, Cina su tutte.

Sono queste le misure che il governo ha deciso di adottare nelle ultime ore dopo i sei casi accertati di Coronavirus in Lombardia che stanno nuovamente portando grande preoccupazione nel territorio italiano. Mentre dalla Cina arrivano buone notizie, con il numero dei casi curati che nella giornata di ieri è stato superiore rispetto ai decessi, in Italia ritorna la paura e si ricomincia dalle misure preventive per tentare di evitare il propagarsi del focolaio.

Giulio Gallera, assessore al Welfare della Regione Lombardia, annuncia che al momento sono circa 250 le persone in isolamento e a cui, nelle prossime ore, verrà fatto il tampone. Tutti casi entrati a contatto con uno dei sei contagiati accertati. Invita tra l’altro i cittadini di Castiglione d’Adda e di Codogno “a scopo precauzionale, a rimanere in ambito domiciliare e ad evitare contatti sociali”. Strettissime misure preventive che non solo puntano ad evitare un’eccessiva diffusione ma, in qualche modo, lasciano trasparire il forte timore nei confronti della condizione attuale.

Tre i casi accertati a Castiglione d’Adda, in provincia di Lodi, tra cui il presunto paziente zero, un manager rientrato dalla Cina a inizio febbraio. In gravi condizioni e ricoverato in nell’ospedale di Codogno, invece, un suo amico 38enne. Risulta contagiata anche la moglie, in cinta di otto mesi, ricoverata in isolamento assieme al “paziente zero” presso il Sacco di Milano.

Walter Ricciardi, membro del Consiglio esecutivo dell’Organizzazione mondiale della sanità ed ex presidente dell’Istituto superiore di sanità, già nelle settimane precedenti parlava di Italia come paese ad alto rischio di contagio a causa, soprattutto, dello scetticismo diffuso nel credo popolare nei confronti della sanità e del suo intervento. “La guardia andava tenuta alta per mesi – dichiara Ricciardi – ora si proceda con sangue freddo e misure dettate da evidenze scientifiche”.

Intanto il noto immunologo Roberto Burioni già da settimana invitava a cautela estrema e strette misure di precauzione, tra cui il controllo e la quarantena di ciascun cittadino proveniente dalla Cina, focolaio del contagio ed incubatrice del Covid-19 (nome scientifico del Coronavirus).

BurioniL’immunologo, tramite social e dichiarazioni ai mezzi stampa, aveva a più riprese sottolineato la pericolosità del virus e il rischio notevole di contagio da parte di pazienti asintomatici. Come volevasi dimostrare, di fatto, il paziente zero di Castiglione d’Adda parrebbe essere proprio uno di quelli.”Spero che i politici lo capiscano, perché le conseguenze di un errore sarebbero irreparabili” ha dichiarato Burioni.

Fin dalle sue prime ore di vita il Coronavirus ha dimostrato il suo estremo livello di trasmissibilità, elemento che avrebbe dovuto mantenere la guardia alta anche a fronte di un livello di gravità sintomatica piuttosto inferiore alla Sars, stretta parente del Covid-19.

Cura CoronavirusIntanto il segretario nazionale della Federazione medici di medicina generale Silvestro Scotti mette in guardia anche i medici di base: “Prima di fare una visita domiciliare o di ricevere in studio un paziente con sintomi sospetti da Coronavirus, i medici di famiglia faranno un triage telefonico. L’obiettivo è evitare contatti a rischio”.

Per l’ennesima volta, come spesso succede in Italia, il parere degli esperti è rimasto inascoltato, confuso invece con l’allarmismo eccessivo che, per mesi, è dilagato anche a livello sociale culminando con episodio spiacevoli. Non sono bastati i casi già accertati e ottimamente gestiti nel territorio italiano, come non è bastato l’essere stati il primo paese al mondo in grado di isolare il Covid-19. Questa volta, però, il rischio non è solo la psicosi ma anche un vero e proprio focolaio italiano ben più esteso. La sola “Speranza” è che le misure prese proprio dal ministero della salute non siano arrivate troppo in ritardo.

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