Il vicesindaco bolsenese difende l'ordinanza che vieta i cortei funebri durante i giorni festivi a Bagnoregio

Cortei funebri a Bagnoregio, Bolsena dalla parte di Profili con Di Sorte: “Polemica agghiacciante”

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A sx il vicesindaco di Bolsena Andrea Di Sorte, a dx il sindaco di Bagnoregio Luca Profili. Al centro Civita di Bagnoregio

Anche Andrea Di Sorte, vicesindaco di Bolsena, si schiera a difesa dell’ordinanza firmata dal sindaco di Bagnoregio Luca Profili per vietare i cortei funebri nei giorni festivi (e non i funerali).

Come sottolinea Di Sorte, anche Bolsena, con l’allora sindaco Paolo Equitani, optò per la medesima scelta. Un’opzione obbligata, per le due amministrazioni e anche per molte altre località turistiche italiane, nata anche per garantire maggiore intimità e sicurezza alla cerimonia dell’ultimo addio.

“In queste ore sto leggendo attacchi all’amministrazione di Bagnoregio, rea di aver vietato il trasporto funebre dalla chiesa al cimitero comunale. Trovo agghiacciante la polemica contro questa ordinanza. Concordo con la scelta di Luca Profili, peraltro la scelta la facemmo anche noi, con l’allora sindaco Paolo Equitani. Anche lui vietò, in maniera sacrosanta, questo trasporto”, scrive il vicesindaco di Bolsena via Facebook.

“Passare con un caro defunto in mezzo a gente che si fa le foto, che brinda in un bar, che acquista beni in un negozio è abbastanza squallido e poco rispettoso da qualunque parte si osservi la scena”, continua.

“Ricordo da ragazzo che, partecipando ad un corteo funebre, passammo di fronte ad un bar che trasmetteva una partita di calcio, fu imbarazzante per tutti – scrive Di Sorte in conclusione, citando una sua personale esperienza passata – “Finito il funerale, anche a Bolsena, ci si ritrova direttamente al cimitero. D’altronde la cerimonia dell’ultimo addio, per come la vedo io, dovrebbe essere un momento intimo, vissuto con le persone che lo desiderano e lontano dagli occhi dei curiosi”.

Sulla polemica, il sindaco Luca Profili di Bagnoregio era già tornato per esprimere il suo disappunto, definendola: “Un gioco allo sfascismo senza precedenti, animato solo dal risentimento per la sonora sconfitta elettorale dello scorso giugno”.

Il primo cittadino bagnorese ha anche avvisato che sarà costretto a difendere l’operato della sua maggioranza con azioni legali, verso tutti coloro che hanno contribuito a una campagna di disinformazione costruita “per gettare discredito non solo sull’operato dell’amministrazione che rappresento ma proprio sul Comune di Bagnoregio”.

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