Corteo contro la violenza: solidarietà e silenzio. Giovani in piazza dopo i “giorni di piombo”

Il corteo ha preso il via con striscioni contro la violenza ma cosa fondamentale...in silenzio per coloro che sono state vittime della cattiveria umana.

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Nessun coro. Niente inni politici. Solo solidarietà alle vittime della violenza. Una manifestazione composta in piazza della Rocca, dove i giovani dell’organizzazione “Reti Studenti Medi” – assieme a varie organizzazioni del territorio, come Arci e Cna – si sono radunati per portare la loro condanna e la loro reazione civile di fronte ai gravi eventi di questi giorni: lo stupro di gruppo a Vallerano ai danni di una giovane donna e il brutale omicidio dell’ imprenditore viterbese Norveo Fedeli.

“L’ educazione civica dovrebbe ritornare materia scolastica da insegnare e poi applicare nella società” – commenta Luisa Ciambella, capo gruppo Pd in consiglio comunale – “Educazione e rispetto sono alla base della convivenza e in questi giorni abbiamo purtroppo visto che questi valori sono stati trasgrediti”.

Presente anche Alessandra Troncarelli, assessore ai servizi sociali e alle politiche giovanili alla Regione Lazio: “Siamo tutti convinti di una cosa, che bisogna lottare a difesa dei propri diritti cancellando ogni manifestazione di violenza. Questi terribili episodi sono la testimonianza che c’è tanto lavoro da fare per garantire la sicurezza ai cittadini. Sappiano che le istituzioni sono con loro”.

Anche il Movimento 5 Stelle ha preso parte al corteo con il suo portavoce e consigliere comunale Massimo Erbetti, che ricorda anche episodi di pochi mesi fa: “Viterbo scoprì di avere la mafia nel suo territorio e scendemmo in piazza a difesa degli imprenditori che furono vittime delle minacce delle  organizzazioni criminali. Chi l’ avrebbe mai detto che – poco dopo – altri fatti tanto preoccupanti sarebbero accaduti nella nostra bella città?”.

Il corteo ha preso il via con striscioni contro la violenza, ma volutamente in silenzio. Senso di rispetto per coloro che sono stati vittime della malvagità e della sopraffazione.

 

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