Cosa mettere nella valigia? Anche i libri!

Le famose “tabelline” sono un esempio di automatizzazione

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I viterbesi si preparano ad andare in vacanza. Cosa mettere nella valigia? Non dimenticate di mettere i libri! Libri di narrativa, gialli, classici, ma anche quaderni e quant’altro sia necessario ai ragazzi che vanno a scuola.

In un precedente articolo La mia Città News ha ricordato l’importanza dello studio autonomo e le strategie utili per favorirlo ed incentivarlo; riprendiamo volentieri l’argomento per approfondire alcuni ulteriori importanti aspetti di questo fondamentale impegno dei nostri ragazzi.

L’apprendimento è un processo complesso e multifattoriale che richiede l’integrazione di diverse attività, sia cognitive, ossia quelle direttamente coinvolte nello sviluppo del pensiero organizzato (come lo studio disciplinare) sia non cognitive, quali la concentrazione, la durata dei tempi di attenzione e di lavoro, l’organizzazione dei materiali/tempi di studio etc.

Il nostro organismo (compreso il cervello) lavora in modo economico! Come i muscoli che se non lavorano non si sviluppano, se vogliamo che i ragazzi apprendano, è necessario che utilizzino, in modo ricorrente, quanto hanno appreso e lo integrino con nuovi apprendimenti. Non basta quindi aver imparato una regola grammaticale, un teorema o un certo numero di espressioni in inglese; se questo materiale non verrà ripreso, applicato, approfondito, collegato etc. l’oblio è un destino inevitabile; come un arto non più utilizzato. Tutto questo vuol dire che “dimenticare” non è una patologia della mente; al contrario, si tratta di una fisiologia; ogni buon cervello dimentica e rende nuovamente disponibili le preziose risorse neuronali impegnate. Gli apprendimenti non sono per sempre.

Le famose “tabelline” sono un esempio di automatizzazione. Discorso analogo quando si tratta di suonare uno strumento o eseguire un gesto ginnico-sportivo o di danza. In effetti il nostro cervello si è evoluto, non soltanto per apprendere, ma anche per rendere automatici e veloci molti apprendimenti.

Per raggiungere padronanza e scioltezza negli apprendimenti caratterizzati dalla modalità automatizzata abbiamo però bisogno di quanto talvolta è chiamato “addestramento”e non di rado i tempi dell’addestramento sono di gran lunga maggiori di quelli richiesti per apprendere i concetti e le nozioni di base: le tabelline non s’imparano tutte in una volta ma in un tempo prolungato. Il tempo richiesto dall’addestramento (come la scuola-guida) altro non è che il tempo necessario al cervello per riconfigurarsi in ragione dei nuovi compiti.

Per le suddette ragioni occorre reiterare e ripassare più volte gli argomenti di studio, manipolarli e applicarli; in questo modo il cervello si riconfigura e mantiene le informazioni in memoria. Se però l’impegno cessasse, il cervello riterrebbe non più utili le configurazioni acquisite, le disabiliterebbe, rendendo le risorse neuronali impegnate disponibili per altre esigenze. E’ così che si dimenticano le cose apprese; per questa precisa ragione è necessario che i ragazzi imparino ad effettuare autonomamente la manutenzione degli apprendimenti realizzati.
Un buon libro per le vacanze per i bambini della primaria e i normali testi scolastici per gli studenti più grandi hanno esattamente questa funzione: mantenere attive e vitali le configurazioni sviluppate dal cervello; per questo non dimenticate di metterli in valigia.

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