Cosa sognano i viterbesi per la loro città?

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Ma cosa sognano i viterbesi per la loro città?
Dopo tante lamentele perchè piazza del Plebiscito era diventata un parcheggio la sera, ora si lamentano delle fioriere che sono state poste lì per evitare “la sosta selvaggia”.

Dopo lo spostamento di Caffeina al castello di Santa Severa, ora qualcuno, dopo averne detto peste e corna, rimpiange la manifestazione.

Dopo le tante proteste per lo spostamento del mercato dal Sacrario al Carmine, adesso si dice che stia bene là, mentre alcuni tuonano:” Si stava meglio quando si stava peggio!”.

Filosofia di vita “viterbese e non” , della serie “Chi s’accontenta gode”.

E intanto è scoppiato il caldo e si cerca il fresco.
Molti i viterbesi che non riescono a dormire per l’afa.

Per loro, non resta che sognare ad occhi aperti che la città si svegli e si scuota dal torpore delle polemiche, che spesso lasciano il tempo che trovano.
Nel frattempo, accontentiamoci, delle fioriere (ancora senza fiori) e dell’isola pedonale. Tutto il resto è noia!

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