La prima puntata della rubrica "Idee alla pari"

Cosa sono le pari opportunità? Ecco la storia di Carlo!

243
Le pari opportunità sono un principio giuridico inteso come l’assenza di ostacoli alla partecipazione economica, politica e sociale di un qualsiasi individuo per ragioni connesse al genere, religione e convinzioni personali, razza e origine etnica, disabilità, età, orientamento sessuale o politico.
La discriminazione basata su religione o convinzioni personali, handicap, età o tendenze sessuali è proibita in tutta l’Unione europea.
Il principio, che si applica alle questioni di genere che vedono protagoniste le donne, si è esteso via via anche ad altre forme di discriminazione, sia sessista che di altro genere. Nell’ambito delle discriminazioni, si segnala la battaglia sociale delle associazioni di genitori separati che sostengono i genitori di sesso maschile che subiscono discriminazioni quando si separano, e che ha portato alla definizione del principio di bigenitorialità prima (il diritto-dovere di entrambi i genitori di mantenere un rapporto continuativo con i figli e di intervenire nella loro educazione, anche in caso di separazione o divorzio), e di affido condiviso in seguito.
Ci vogliamo soffermare sulla battaglia sociale che stanno portando avanti le associazioni di genitori separati che sostengono anche genitori di sesso maschile, che in effetti in alcuni casi sono separati e magari hanno una ex moglie che forse percepisce un reddito anche più alto, ma alla quale spettano gli stessi diritti.
Ed è proprio a questa associazione che Carlo racconta la sua avventura. “Sono un uomo di 44 anni sino a poco tempo fa felicemente sposato, una bella casa acquistata insieme alla mia ex moglie, una bambina di 12 anni.  Per motivazioni delle quali ancora non riesco a comprendere sino in fondo la fondatezza la mia dolce metà decide di separarsi.
Infatti dopo un po’ me ne faccio una ragione, vuoi per forti contrasti caratteriali, vuoi perché un altro forse è  entrato nella sua vita, comincio a farmene una ragione e ad accettare sia pure con triste rassegnazione l’idea di essere lasciato.
Ma l’aspetto inquietante e terrificante è il rendermi conto, man mano che la separazione si incanala nel previsto iter legale, che non esiste un rapporto paritario tra uomo e donna in caso di separazione con minori, perché la legge si preoccupa solo ed esclusivamente di costituire una difesa fortissima a vantaggio del minore, senza minimamente preoccuparsi delle sorti del genitore non affidatario, con il risultato di creare una evidente depauperazione in questo ultimo.
In pillole ecco la mia nuova situazione economica dopo la separazione: stipendio mensile netto € 1500,00, pagamento mutuo casa coniuge affidatario al 50% € 200,00, pagamento assegno minore € 200,00, pagamento nuovo mutuo/affitto € 550,00, pagamento prestito spese mobili trasloco € 350. RIMANENZA 200,00 EURO MENSILI con le quali provvedere al sostentamento economico del coniuge non affidatario.                           
Vorrei, a conclusione di questa mia, che la legge oltre a tutelare giustamente il minore, si preoccupasse almeno parzialmente delle sorti del genitore non affidatario che deve ricominciare da zero, per nutrire la speranza di rifarsi una esistenza. E noi uomini saremmo il sesso forte?”                                                                                                                                                         
Onestamente questa lettera a cuore aperto, fa tremare i polsi. Tenendo conto anche soprattutto di questo grande e lungo periodo di pandemia che stiamo attraversando, e delle situazioni descritte, dovrebbe essere concesso a questi genitori una forma di aiuto economico per la propria sopravvivenza, ma soprattutto per non creare ulteriori traumi ai figli.
L’unica cosa che mi viene sommessamente da pensare… è che non siamo messi bene e che qualcosa nella legislazione bisogna cambiare.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui