Cosa vuol dire (davvero) essere mamma oggi

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“Io non sono cattiva, è che mi disegnano così”. Ecco, usiamola la vecchia citazione di Jessica Rabbit: non siamo delle bad moms, in quanto imperfette, è la narrazione su noi mamme a fare acqua da tutte le parti!

Essere mamma oggi è una gran fatica, vuol dire essere in conflitto con narrazioni che non stanno in piedi. Ci viene chiesto di tutto, siamo trattate come super eroine, quanto a senso di responsabilità, non certo ad ovazioni. Della nostra maternità non si perdona nulla, essa viene analizzata con il microscopio, alla ricerca del tassello nero. Tutto è giudicabile, ma di amore non si parla mai.

Noi mamme di oggi non siamo sempre costrette in jeans attillati, mentre passiamo il panno sul pavimento e partecipiamo a call internazionali, per fortuna! Una cosa è sicura, però, amiamo i nostri figli, ed ognuno lo fa a modo proprio: e questo deve essere il punto forte del racconto, l’unico vero comune denominatore di miliardi di mamme diverse fra loro.

Noi mamme, a volte ce lo diciamo tra di noi, avremmo bisogno di un supporto psicologico, perché passiamo dallo sclero della pastina che non vuole provare, dalle urla per il muro sporco di pennarelli, dalla voglia di prenotare un volo di solo andata, alla fragorosa risata del nostro cuore, non appena fanno un passetto, inventano parole, ci accarezzano il viso, ci dicono “Ti voglio bene”.

Per la festa della mamma, noi avremo bisogno di un solo grande regalo: il rispetto. Verso noi stesse, verso le altre e quello che dobbiamo pretendere da chi racconta aneddoti su di noi, senza essere noi. Per la festa della mamma, dovremmo darci una grande opportunità: volerci bene, dirci che andiamo bene così come siamo. Con o senza dieta, con o senza palestra, con uno o con sei figli, con venti anni o cinquanta, single o sposate, con una carriera alla Cristoforetti o con nessuna menzione di merito, a livello lavorativo.

Non dobbiamo permettere ad alcuno di dirci chi dobbiamo essere, cosa dobbiamo fare. Nessuno deve giudicarci. Che ci si alzi all’alba per una colazione vegana da offrire ai bambini, o che ci si arrabbi, dall’alba all’entrata della scuola, per l’ennesimo ritardo, dimenticandoci anche la merendina, dobbiamo sentirci libere di essere come siamo. Dobbiamo andare avanti, saperci perdonare, essere clementi con noi stesse.

Scriviamo noi stesse, ogni giorno, cosa vuol dire essere una mamma oggi. Mettiamo giù la nostra storia, dal successo al fallimento, dalla professione alla ricerca dentro di noi, dallo sclero all’addormentarsi abbracciati, dal sentirci incomprese alla voglia di stare in mezzo alla gente. Tutto il resto, lasciamolo agli altri, che avranno sempre un motivo ben preciso, per disegnarci come delle bad moms.

Tanti cari auguri a tutte le mamme in terra e in cielo.

 

 

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