Così abbiamo sconfitto il Covid: il racconto di una viterbese in Cina

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“Così in Cina abbiamo sconfitto il virus.”

A raccontarci l’esperienza, ormai quasi dimenticata della pandemia, è una ragazza che per anni ha vissuto nella Tuscia ed ora, già da qualche tempo, si è trasferita a Suzhou, una metropoli di 11 milioni di abitanti vicino a Shanghai, tra i più importanti centri produttivi del Paese.

La stessa che, nello scorso mese di febbraio, aveva invece descritto, sempre al nostro giornale, i timori e le angosce di fronte ad un nemico subdolo e silenzioso che, partendo proprio dalla Cina, avrebbe in breve tempo cannibalizzato il mondo intero.

Ora, a distanza di mesi, e di fronte ad immagini di Whuan che ci rimandano ad una tragedia ormai superata, siamo curiosi di sapere se, effettivamente, la situazione è davvero di un Paese senza mascherine o se quelle che ci arrivano sono fotografie distorte della realtà.

“È vero – dice – siamo più rilassati perché i casi sono veramente pochi. Ci informano immediatamente quando ne compare qualcuno e la zona diventa ad alto o medio rischio già con pochissimi contagi.

In pochi giorni vengono processati milioni di tamponi, il tracciamento è immediato e la situazione è veramente sotto controllo, anche perché qui a chiudere ci mettono un attimo.

Per quanto riguarda il quotidiano, indossiamo la mascherina nei luoghi chiusi e sui mezzi ed abbiamo la garanzia del “codice della salute” che mostriamo per entrare nei posti pubblici al chiuso.
Se sono costretta ad andare nell’area a rischio, faccio tampone o quarantena a seconda di quanto alto è il rischio e, soprattutto, chi è nell’area a rischio non può uscire senza aver fatto il tampone prima.”
Insomma, sembra di capire però che finalmente ne stiate uscendo.
“Si, ormai da mesi. Qualche caso sporadico qua e là ma sicuramente in Cina l’incubo è finito.
Anzi, spero che la mia testimonianza possa servire almeno un pò a sfatare quel clima di diffidenza verso le notizie che arrivano dalla Cina.”

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