Costi elevatissimi per mappare il dna canino: Talotta-Sherlock Holmes si informi!

Dopo l'articolo sulla proposta della mappatura genetica per arginare il problema delle deiezioni, ecco la replica di Talotta

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A Roberto Talotta il nostro ironico articolo sulla sua proposta strampalata della mappatura genetica dei cani per eliminare il problema delle deiezioni non deve essere piaciuto molto, a giudicare dal tono piccato della sua replica.

“La signora Simona Tenentini, corrispondente della redazione del Giornale “La mia città news”, il giornale che dice di <<essere il nuovo  quotidiano online attento ai fatti del territorio, ma con un occhio a ciò che ci succede intorno, in Europa e nel mondo>>, non si è lasciata sfuggire l’occasione per intervenire maldestramente in una problematica che, evidentemente, a suo insindacabile giudizio, non è poi così importante, anche se riguarda le numerose proteste e altrettante invettive di quei cittadini che sono stufi delle “deiezioni canine” sparse dappertutto nella nostra città.

Secondo l’attenta giornalista, la segnalazione del sottoscritto, peraltro messo nelle vesti di  Sherlock Holmes, ( e questo mi fa solo che piacere ), “la mappatura genetica” dei cani presenti sul territorio, con relativi provvedimenti tesi a rintracciare e sanzionare pesantemente le persone che non raccolgono gli escrementi del proprio cane, è soltanto una cervellotica trovata, insomma, una soluzione rivoluzionaria che la penna della giornalista Tenentini ne assegna la paternità al sottoscritto.

Il tempo che abbiamo a nostra disposizione, è prezioso e andrebbe speso in maniera più intelligente e produttiva e, pertanto, anziché riempire una pagina di ridicola ironia, squallide meschinità e di accostamenti alquanto dilettantistici che non dovrebbero far parte del lavoro di un serio operatore della pubblica informazione, la signora Simona Tenentini avrebbe fatto meglio a documentarsi e approfondire le metodiche di altri Comuni che, da tempo, adottano questo sistema, da lei definito “rivoluzionario” ma che, di fatto, sta producendo ottimi risultati, con  conseguente soddisfazione di quei cittadini che amano vivere in una città più pulita e più decorosa.

A quanto pare, la fantasia giornalistica della Tenentini si è concentrata esclusivamente sulla singolare trovata di Talotta, esponente di FondAzione, ricamandoci sopra una serie di ingredienti da turpiloquio, tanto da far invidia alle attempate comari di paesetto, anziché biasimare quelle persone che non rispettano le più elementari norme del vivere in comunità e che si fanno gioco di tutto, magari incoraggiate proprio da certi messaggi giornalistici che sembrano specializzarsi sempre di più in contenziosi che hanno le sembianza di scialbe strumentalizzazioni politiche.

In ultimo, siccome la perspicace giornalista non ritiene affatto che la “merda” lasciata in strada sia un problema igienico-sanitario, facciamo in modo che diventi una bella decorazione davanti le abitazioni di coloro che ritengono del tutto salutare calpestarla o, semplicemente, sentirne il fetore.

Un caro abbraccio alla signora Simona Tenentini”.

ALCUNI DATI, IN BREVE

Ringraziando dell’attenzione che mi ha dedicato il signor Talotta, vorrei solo fare chiarezza su alcuni suoi passaggi, che ho trovato offensivi e lesivi della mia professionalità, ma d’altronde, da chi si avventura su disquisizioni “di merda” senza un criterio logico non mi sarei potuta aspettare altro.

Visto che il signor Talotta mi invita a documentarmi prima di scrivere, gli rigiro volentieri l’invito, dato che forse si è perso alcuni interventi importanti sul vivace dibattito che si è verificato in altri comuni.

A Malnate, in provincia di Milano, La Lega Anti Vivisezione (Lav) ha attaccato a testa bassa la nuova sperimentazione definendola: « Un’idea semplicemente ridicola (mi conforta che non sia l’unica a pensarla così. n.d.r)  l’impegno tecnico e finanziario che sarebbe necessario per realizzare tale progetto è assolutamente spropositato rispetto alla supposta gravità del problema, e inoltre i cittadini non avrebbero alcun obbligo a far schedare il Dna dei loro animali».

Altra esperienza a Napoli, dove si è fatto un tentativo nel quartiere benestante del Vomero, ma il problema dell’eccessivo costo per la raccolta e controllo del Dna delle feci dei cani ha, di fatto, obbligato il Comune a desistere dall’iniziativa.

Questo l’aspetto dei costi, che secondo l’informatissimo Talotta sarebbero a costo zero per i cittadini.

Passiamo ora all’aspetto puramente pratico della raccolta (perchè ovviamente anche quello sarà un dato da prendere in considerazione, a meno che “i ricordini” non si dissolvano nel nulla magicamente)

L’abbandono delle deiezioni è un abbandono di rifiuti e la procedura prevede che l’operatore ecologico impegnato nella pulizia manuale, affiancato da un agente di polizia locale per la notifica, effettui il campionamento della deiezione abbandonata, e la invii al laboratorio incaricato per le analisi del Dna.

Avuto l’esito del raffronto tra il Dna del campione e quelli contenuti nella banca dati, sarà possibile risalire all’animale e procedere a sanzionarne il proprietario incivile.

In soldoni: due persone impegnate a raccogliere la cacca di un cane, in un’operazione in puro stile 007.

L’operatore ecologico, a mò di agente del R.I.S. di Parma (o Csi), smette di lavorare, prende una busta trasparente per il campionamento, inserisce la prova e la passa all’agente di Polizia, in affiancamento costante tutto il giorno (pienamente fattibile viste le forze in organico al Comune di Viterbo n.d.r) che la porterà in laboratorio per una costosissima procedura di analisi del Dna.

A Malnate, paese di diciassette mila abitanti, tale elaborato  sistema è costato 40.000 euro, pagato dall’azienda dell’igiene urbana,a Viterbo gli abitanti sono 67.000 mila, quindi è facilissimo tirare le somme.

Se tutti questi dati al signor Talotta risultano una mera strumentalizzazione politica è proprio il caso di dirlo…..siamo nella cacca!

Un caro abbraccio. Simona Tenentini

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