Covid-19, Grasso: “Priorità all’emergenza sanitaria. Ma urge anche una seria politica monetaria da Governo e Ue”

Per il vice sindaco civitavecchiese occorre un nuovo Piano Marshall. "Questa Europa deve però cambiare registro"

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grasso civitavecchia

Covid-19, resta difficile la situazione a Civitavecchia.
I focolai principali sono stati individuati alla Rsa Madonna del Rosario e al reparto medicina dell’ospedale San Paolo.

“Ora entrambi i siti saranno interamente dedicati alla cura dei positivi. 60 i posti a disposizione nella Rsa. – spiega il vice sindaco Massimiliano Grasso – I pochi degenti anziani non contagiati li stiamo trasferendo in un’altra struttura a Morlupo”.
Giornate contraddistinte “dall’emergenza in ogni forma” per Grasso è anche assessore alla Protezione civile e alla Polizia locale.

In tempo di quarantena “i ritmi di uscita si sono molto rallentati. La maggior parte del lavoro si svolge tramite videochiamate, telefono e mail”.

Ma alcune cose richiedono ancora la presenza sul campo.
“Per esempio, nei giorni scorsi insieme al sindaco e con l’impiego della Municipale abbiamo di fatto chiuso tutti i varchi portuali. Noi abbiamo la particolarità del porto dove stanno arrivando le ultime navi da crociera che erano ancora in giro nel Mediterraneo e che hanno necessità di far imbarcare i passeggeri, non positivi, all’aeroporto di Fiumicino”.
Proprio ieri nelle primissime ore della mattinata è attraccata una nave della Grimaldi che garantiva il collegamento quotidiano da Barcellona per gli italiani di rientro dalla Spagna, dopo il blocco dei voli tra Italia e penisola iberica.

“Si è trattato dell’ultimo collegamento. – precisa – Perché significava avere decine e decine di persone che quotidianamente potevano transitare o addirittura soggiornare qui in città con grandi rischi sia per gli operatori portuali che per la cittadinanza”.
Per evitare tale eventualità “abbiamo scritto al ministero dei Trasporti e Infrastrutture che ha accolto il nostro appello a bloccare i collegamenti”.

Ma nei ritagli di tempo “riesco a godermi un po’ di più la mia famiglia che, di solito, con i miei ritmi di vita vedo molto poco” sottolinea.

Amministratore locale, ma anche fondatore delle testate online ‘La Provincia’ e ‘Civonline’, Massimiliano Grasso può fornire una visione a 360 gradi sulla politica nazionale ed europea.

Cosa pensa dell’operato del Governo?
“Capisco che stiamo vivendo un’emergenza che è paragonabile alla guerra con un nemico invisibile, che prevede un isolamento che non so quanto potrà durare e quanto potrà essere sostenuto e sostenibile socialmente ed economicamente. Quindi in questo momento bisogna fare fronte unito però poi sarà necessario anche trarre qualche bilancio perché alcune scelte sono parse un po’ contraddittorie, soprattutto nella successione dei vari decreti. Per quanto mi riguarda probabilmente avrei utilizzato da subito una linea più dura per cercare di contenere in modo più efficace il contagio. E’ chiaro che la prima emergenza è quella sanitaria però è anche evidente che i provvedimenti che si sono iniziati a mettere in campo per il dopo, ma anche per affrontare le emergenze dal punto di vista economico delle famiglie e delle imprese, appaiono del tutto insufficienti. C’è grande preoccupazione anche per una ricostruzione che appare piena di tante nubi all’orizzonte senza contare che il virus ancora non è sconfitto”.

E come reputa l’atteggiamento dell’Ue?
“Su questo sono ancora più tranchant rispetto al Governo. Basta andarsi a rivedere le uscite teatrali del presidente francese Macron fino a qualche settimana fa oppure osservare la Germania che, insieme a Olanda e Belgio, sugli eurobond – che comunque sarebbero una misura minima – stanno cercando di giocare una partita tutta a loro favore. E c’è ancora chi si dichiara convinto europeista. Io credo che la politica monetaria di un Paese, in questa fase e soprattutto in quella del dopo Covid- 19, dovrebbe essere alla base della ricostruzione senza vincoli di bilancio e senza le attuali regole dei trattati. Ci sarà bisogno, come possono fare potenze come gli Stati Uniti e la Russia, di iniettare soldi nel sistema economico. L’Europa in questa fase o veramente diventa un valore aggiunto o di certo non può continuare a essere una palla al piede o un limite per una situazione che sarà drammatica. Servirà un nuovo Piano Marshall e sicuramente non può essere questa Europa, se non cambia completamente registro, a garantirlo a Paesi come l’Italia”.

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