Il giro di vite deciso nel vertice in Prefettura potrebbe scattare già dal pomeriggio

Covid, ancora troppi comportamenti a rischio, passa la linea dura: multe anche ai minorenni

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Il corso completamente deserto

Stretta per limitare i comportamenti di quei cittadini che, nonostante Viterbo risulti la nona provincia in Italia per numero di contagi, ancora non intendono ragioni e non rispettano le misure di contenimento. 

Scatta quindi il giro di vite con controlli a tappeto in tutta Viterbo e con sanzioni elevate a tutti coloro che non indossano la mascherina, non rispettano il distanziamento e formano assembramenti. 

“Linea dura con controlli e multe – spiega il sindaco Giovanni Arena – perché è l’unico modo per ottenere risultati. Rispetto alla prima fase – quando con il lockdown si stava tutti a casa ed era più facile fare questo tipo di verifica anche con coloro che erano positivi e circoscrivere i contatti – adesso, con le persone che possono circolare fino alle 22, sta sfuggendo la possibilità di controlli tramite il link epidemiologico”.

“Se tutti si comportassero in maniera corretta, rispettando le regole probabilmente si potrebbe diminuire il rischio. Dato che così non è occorre intervenire per correggere i comportamenti sbagliati”.

Una linea dura che, già prevede Arena, genererà proteste “perché saranno multati anche i minori”.

Dopo il vertice di ieri con i sindaci dei 10 Comuni in cui si registra il maggior numero di contagi, stamattina in Prefettura si terrà un incontro con le forze dell’ordine per organizzare la presenza di pattuglie in città e le modalità per fermare e sanzionare i trasgressori. Interventi che dovrebbero scattare già dal pomeriggio. 

In merito ad eventuali ulteriori provvedimenti di competenza del sindaco, Arena ribadisce: “Aspetto fino a domenica. Ieri nelle scuole si sono registrati quattro casi di positività, la situazione sembra un po’ più sotto controllo. E’ evidente che se tra oggi e domani ci dovesse essere un’impennata agirò di conseguenza”.

E a chi lo ha criticato per quello che è stato giudicato un passo indietro sulle scuole replica: “Non sono indeciso, come sostiene qualcuno. Io agisco quando ritengo che all’interno degli istituti c’è una diffusione molto preoccupante di casi”.

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