Covid, Bianchini (Mio Italia): “I piccoli imprenditori della ristorazione si sentono presi in giro”

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«Riavvolgendo il nastro delle dichiarazioni sul covid, degli annunci roboanti e delle teorie illustrate al grande pubblico come fossero certezze, l’ipse dixit di tanti esperti e rappresentanti istituzionali è a dir poco avvilente e spiega la sfiducia montante di chi, nel frattempo, sia fallito o sull’orlo di chiudere la propria attività. Da due anni, infatti, siamo costretti ad ascoltare, e a chinare la testa, a tutto e al suo contrario».Lo ha dichiarato Paolo Bianchini, presidente dell’associazione di categoria MIO Italia, Movimento Imprese Ospitalità.

«Ecco qualche esempio, perché è bene non dimenticare, riportato sinteticamente e in ordine cronologico, dal 2019 in poi. “Due settimane e torneremo ad abbracciarci”; “Due mesi per abbassare la curva”; “Chiudiamo a Pasqua per salvare l’estate”; “In estate non dobbiamo abbassare la guardia”; “A ottobre chiudiamo tutto per salvare il Natale”; “Chiudiamo a Natale per salvare la Pasqua”; “Arrivano i vaccini, sono tutti sicuri e non comportano rischi”; “Vacciniamo anziani e fragili e ne siamo fuori”; “Chiudiamo a Pasqua per salvare la campagna vaccinale”; “Due dosi sono sufficienti a dare l’immunità”; “Va bene pure mischiare i vaccini”; “Occorre vaccinare il 60% della popolazione”; “Bisogna vaccinare l’80% della popolazione”; “È necessario un lasciapassare vaccinale”; “L’80% non basta, occorre vaccinare il 90%”; “Due dosi non bastano, ci vuole la terza dose”».

«E tutto ciò al netto della vaccinazione – “sì, no, forse, chissà” – dei bambini, e del particolare caso dei mezzi pubblici cittadini, sempre affollati, ma dove, stranamente, il covid non circola», ha spiegato Paolo Bianchini.

«Ora, qualcuno spieghi a chi abbia perso tutto, e nel 2020 sono fallite – dati ufficiali – 300mila Pmi, a chi stia tentando di sopravvivere fra Ristori che non arrivano, tasse tutte concentrate nel mese in corso assieme a tutte le cartelle esattoriali, a cui bisogna aggiungere il caro-materie prime e il caro-bollette; ecco, qualcuno spieghi ai piccoli imprenditori del settore Horeca, ossatura economica del Paese, che si sentono presi in giro, dove realmente stiamo andando», ha concluso Paolo Bianchini.

 

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