La gestione imbarazzante della Asl viterbese insieme all’incertezza della Regione hanno dato vita ad un mix catastrofico. A Viterbo torna puzza di lockdown

Covid, disastro Tuscia: è la 9 provincia italiana più colpita. Lockdown in vista

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Un disastro, una catastrofe, un’autentica sciagura. Non vengono in mente altre parole pensando alla situazione coronavirus nella Tuscia. Ieri Il Fatto Quotidiano ha pubblicato una classifica in cui venivano illustrate le province italiane con la maggiore incidenza di casi ogni 100mila abitanti, Viterbo in questa classifica occupa la nona posizione. Un dato più che allarmante, se si pensa che peggio di noi ci sono solo province come Aosta, Monza, Milano, Genova, Varese, Cuneo, Prato e Torino.

Nel Lazio, Viterbo occupa il primato per quanto concerne l’incidenza del contagio: il tasso nella Tuscia è pari a 59, anche se è bene ricordare che su questo dato pesano due cluster, ossia quello scoppiato all’interno del convento dei Cappuccini e quello nella casa di riposo di Farnese. Per fare un paragone più comprensibile, basti pensare che a Frosinone il tasso è pari a 33 casi ogni 100mila abitanti, a Rieti 23 e Latina 22. Viterbo supera, come incidenza di contagio, anche città ben più grandi come Genova e Caserta ed una metropoli come Napoli.

L’indice Rt (l’indice di trasmissibilità del virus) nel Lazio è a quota 1,51. Anche qui la maglia nera la indossa Viterbo, con un indice che prima si vociferava fosse arrivato a 2 (lo stesso che aveva Codogno all’inizio dell’epidemia, poi divenuta pandemia) ma che invece si attesta a 1,6. L’indice Rt di Viterbo e provincia è vicino a quello nazionale, per il momento stabile a 1,7, altro dato spaventoso.

E poi la media dei casi, anche qui Viterbo si piazza in vetta tra le province laziali: nell’ultima settimana a Roma e provincia sono stati diagnosticati in media 1.337 casi, nella Tuscia ben 187, con picchi anche superiori ai 200, come ieri. In provincia di Rieti 35, in provincia di Frosinone 161 e in provincia di Latina 127.

E pensate che questi dati si fermano ad una settimana fa, quelli di questa settimana saranno anche peggiori.

È chiaro, anzi, lapalissiano che qualcosa sia andato storto. Non è difficile trovare i responsabili di questa situazione: i primi sono i signori e le signore che siedono nella direzione della Asl nostrana, incapaci di attuare un serio piano di prevenzione volto a tutelare cittadini ed operatori sanitari ma, soprattutto, incapaci anche di dare comunicazioni chiare ai viterbesi. I secondi sono l’Assessore alla Sanità Regionale Alessio D’Amato ed il suo Presidente, Nicola Zingaretti. Questi ultimi si sono ben guardati dall’incrementare le terapie intensive, le strutture ospedaliere ed il personale sanitario. Hanno solo pensato ad emanare inutili ed insensate ordinanze che non si poggiavano nemmeno su alcun criterio scientifico.

Per il momento, ci sentiamo di non addossare colpe sul sindaco Giovanni Arena, abbandonato a sè stesso dal Governo e dalla Regione. Anche se, dobbiamo dirlo, ci aspettavamo che prendesse lui in mano la situazione, data la manifestata incapacità della Asl di Viterbo, e non che addirittura lodasse l’operato gravemente insufficiente dell’Azienda.

Scordatevi di dare la colpa ai viterbesi, che si sono comportati egregiamente ed hanno patito di tutto e di più. Attese inenarrabili per avere il risultato dei tamponi (che tra l’altro a Belcolle vengono processati dal Laboratorio di Genetica quando una legge lo vieta espressamente), quarantene che non abbiamo paura di definire forzate, coprifuochi e mascherine. I viterbesi non sono i colpevoli ma bensì le vittime, vittime delle scelte cervellotiche delle istituzioni regionali e sanitarie.

E poi, per concludere, proprio a proposito dei tamponi vorremmo fare una domanda alla direzione della Asl: ma i bollettini quotidiani rispecchiano la situazione attuale? Beh, noi abbiamo qualche dubbio a riguardo. In alcuni casi ci vogliono anche 7 giorni prima di ottenere il risultato dei tamponi, è fortunato chi riesce ad averlo dopo 24 ore. Quindi cosa dovremmo pensare? Che questi dati non sono affatto lo specchio della situazione giornaliera, dato che si rincorrono di giorno in giorno.

Il sistema di tracciamento è saltato quasi subito dopo la riapertura delle scuole, ed anche questa non puó essere una coincidenza. E menomale, questo va detto, che il sindaco Arena si sia fatto trovare pronto nel chiuderle. Ringraziamo per la scelta di riaprirle in quelle condizioni il premier Conte ed il ministro Azzolina, e pensare che per i banchi a rotelle abbiamo speso fior fior di quattrini.

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