Appuntamento organizzato da Jupiter e Fondazione Società e Cultura, in collaborazione con il Comune

“Covid e guerra: come ci sentiamo?”, in un incontro a Montalto gli effetti su bambini e ragazzi

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“Covid e guerra: come ci sentiamo?” è stato il tema di un incontro tenutosi nei giorni scorsi nella sala consiliare del comune di Montalto di Castro.

La conferenza organizzata dall’associazione Juppiter

e dalla Fondazione Solidarietà e Cultura, in collaborazione con l’amministrazione di Montalto di Castro e con il CDA (Centro per le Difficoltà di Apprendimento), ha acceso un faro sulle emozioni e le paure con cui le fasce sociali più deboli, bambini, ragazzi speciali e non, oggi devono necessariamente misurarsi.

In sala ad assistere al dibattito il sindaco Sergio Caci, il vice sindaco Luca Benni e il consigliere Fabio Valentini.

Presente all’incontro anche il presidente di Juppiter Salvatore Regoli, che ha raccontato a tutti i presenti l’importanza della comunicazione con i ragazzi, della presenza da parte degli adulti e della necessità di maggiore controllo sull’utilizzo dei dispositivi tecnologici da parte dei più piccoli che in queste situazioni sono veicolo di contenuti senza filtro, deleteri per menti in età tenera. Intense anche le testimonianze delle insegnanti presenti in sala: Patrizia Puccini e Stefania Casali dell’istituto comprensivo di Manciano, impiegate alla primaria di Capalbio e anche councelor del Centro e Stefania Cirillo ex presidente del CDA.

“I nostri ragazzi da qualche anno a questa parte stanno vivendo cose inaspettate. – ha raccontato Stefania Cirillo supportata dalle altre due maestre – Prima due anni di Covid che ci ha distanziato e ci ha impedito i contatti fisici in ogni situazione, cambiando in maniera radicale le nostre abitudini e la nostra vita. La scuola stessa ha subito una trasformazione e noi insegnanti abbiamo dovuto necessariamente imporre delle distanze”.

Durante l’incontro è stato anche proiettato un bellissimo cortometraggio animato creato per sensibilizzare gli adulti sulla visione che i bambini hanno delle brutture della guerra.

“È importante, in particolare in questo momento, parlare con i ragazzi – ha proseguito l’insegnante – condividendo anche le sensazioni di paura che avvertiamo davanti ad un mondo che sta cambiando radicalmente”.

Un riferimento è stato poi fatto a quanto detto in apertura dal presidente di Juppiter.

“I bambini già in tenera età hanno accesso ai supporti tecnologici – ha concluso Stefania Cirillo – ma non

hanno gli strumenti per poter interpretare le immagini, spesso cruente, a cui hanno accesso. Per questo si rende necessaria una supervisione e un confronto da parte di un adulto che sappia aiutarli nell’affrontare l’incertezza in cui vivono da un paio di anni a questa parte”.

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