Occasione sprecata dalla Asl per mettere a tacere tutte le critiche, la comunicazione nei confronti dei cittadini rimane gravemente insufficiente. E se dovessimo disgraziatamente cambiare colore?

Covid, l’intervento in Consiglio della Donetti non ha tolto nessun dubbio sulla situazione di Viterbo

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Daniela Donetti, direttore generale Asl Viterbo

E luce non fu. Ci perdoneranno i credenti per esserci permessi di storpiare la mitica frase tratta dalla Genesi, ma non trovavamo altre parole per riassumere quanto detto dalla Dg Asl al Consiglio “straordinario” di giovedì.

Lo avevamo in qualche modo predetto che la passarella di Lady Sanitá da Terni, scortata dai valletti di turno, ci avrebbe lasciato tutti come prima ed infatti eccoci qua: risiamo punto ed a capo. Al di là del taglio studiato per l’occasione – lontanissimo da ogni logica di comunicazione semplice e facilmente fruibile – stressantemente tecnico ed impostato nel proporre numeri e dati ad una platea non certo densificata da liberi docenti in Statistica Sanitaria, la Dg dall’Umbria, con l’indecifrabile accento più lumbard che emiliano, non solo non ha stupito, ma ha lasciato chiaramente intendere come non sia un caso se a Viterbo, in era Covid-19, siamo a questo livello. Il suo “politichese”, col quale non ha in pratica risposto ad un bel nulla, ha dischiuso le porte ad un’inossidabile certezza, l’unica del noioso pomeriggio: scusi, ma di cosa stiamo parlando?

Magari la consigliera PD Luisa Ciambella avesse avuto l’opportunità di condurre a termine compiutamente il suo intervento senza le intermittenze del buon Giacomo Barelli, per un pomeriggio nei panni del disturbatore Paolini: Sarebbe stata sancita la perfetta inutilità dell’incontro a Palazzo dei Priori. Eh già, l’incontro non è servito praticamente a nulla perché i consiglieri, tra uno sbadiglio ed una sigaretta, non hanno potuto essere delucidati adeguatamente. Fanno eccezione, ovviamente, i due dipendenti Asl Francesco Serra e Mario Quintarelli, loro sì che hanno capito tutto, anche troppo.

E come non spendere due parole sul colmo dei colmi: il microfono è andato al Capo Dipartimento Prevenzione che è – udite udite – un veterinario. Consueto massimo rispetto per l’uomo, per il professionista ed il Dirigente, ma nella Sala d’Ercole non si trattavano problematiche del mattatoio comunale, tantomeno della sterilizzazione canina. Di certo era il momento dell’Igienista, magari dell’Immunologo, eppure la Asl doveva stupire ed in effetti lo ha fatto. Dimenticandosi però di aver dovuto risarcire una dipendente clamorosamente ammalatasi per la sentenziata insalubrità ambientale dei locali del Consultorio Famigliare, quest’oggi occupati proprio dal Servizio Veterinario (repetita non iuvant) e dal suo Direttore, pure Capo Dipartimento.

E poi il piatto forte, la créme de la créme: l’Epidemiologa. L’attesa era per questa ciliegina sulla torta, un lusso tanta figura professionale in organico e pure titolare di una UOSD ma, forse, l’emozione ha giocato un tiro mancino alla dottoressa Angelita Brustolin. Nella smitragliata dell’avverbio “sostanzialmente”, rifilatoci un numero non quantificabile di volte, ci ha offerto curve, grafici, numeri, dati, ascisse e disordinate, ma… di cosa abbiamo parlato? Di poco e per pochissimi eletti, forse solo per noi giornalisti e per gli attenti e riverenti Serra e Quintarelli, che giocavano in casa due volte (consiglieri e dipendenti Asl).

Nessuna risposta sull’Rt alzatosi ed abbassatosi come fosse il “Katun” di Mirabilandia, nessun dato esatto sui medici e gli studenti contagiati e, soprattutto, nessuna delucidazione sullo status di Belcolle: è saturo? Non è saturo? Non si sa. Poi non possiamo lamentarci se esistono complottisti e negazionisti, ai cittadini devono essere date risposte chiare ed inequivocabili. Se si dovesse dare un voto numerico alla comunicazione della Asl in questi mesi orrendi, probabilmente, il voto sarebbe un numero negativo.

Solo una gran massa di dati, assolutamente sterili, per l’appannato e tremebondo vertice dell’Azienda Sanitaria: lo spettacolo deve continuare, e va bene, ma per dove ?

1 commento

  1. Allora, Bartolo degli Alvi, sei soddisfatta? Arriva, arriva, pian piano, ma arriva e sentirai che orzo!!!!🤣🤣🤣🤪🤪🤪🤪

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