Molti di loro sono rimasti senza alloggio e saranno costretti a dormire in aereoporto. "Siamo stati abbandonati dal governo italiano"

Covid, l’odissea degli italiani bloccati in Gran Bretagna: “Vogliamo tornare a casa”

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Londra
Londra

“Una vergogna quello che sta succedendo qui in Gran Bretagna. Siamo stati abbandonati dal governo inglese e da quello italiano”. “Non mi sono mai sentito così abbandonato e deluso dalla mia nazione. Vedere concittadini Italiani ridotti a dormire in aeroporto e pensare che ora sono ancora li ad aspettare notizie e aiuti che non arrivano. È una vergogna!”. Questi sono solo alcuni dei tantissimi commenti condivisi dagli italiani rimasti bloccati nel Regno Unito a seguito della sospensione dei voli da parte del governo italiano dopo la scoperta di una nuova variante di coronavirus che sembrerebbe diffondersi con maggiore facilità tra la popolazione.

Peraltro, come emerso dagli studi del Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) in un rapporto pubblicato sul suo sito, la variante circolerebbe già da un mese, notizia confermata dalla scoperta di tre sequenze di campioni raccolti in Danimarca e uno in Australia, prelevati a novembre, che sono risultate essere collegate al focolaio inglese causato da questa mutazione.

Storie diverse di persone che chiedono a gran voce di poter tornare a casa per le festività natalizie per motivi diversi, attraverso video e testimonianze affidate al gruppo Facebook “Azione collettiva degli italiani bloccati in Gran Bretagna”, attivo da ieri.

Tra loro c’è chi non ha un alloggio dove fermarsi e sarà costretto a trascorrere le giornate in aereoporto se la situazione non si sbloccherà, chi accusa i governi di violazione delle leggi internazionali e chi da ore è in attesa di ricevere informazioni dalla Farnesina, dai centralini o dall’ambasciata su come comportarsi, senza successo.

Nelle scorse ore è stata lanciata anche una petizione indirizzata al presidente Giuseppe Conte, al ministro degli Esteri Luigi Di Maio, al ministro dei Trasporti Paola De Micheli e a quello della Salute Roberto Speranza per chiedere il “rimpatrio delle persone bloccate a Londra senza prevviso”.

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