Nonostante la temperatura estiva in tre regioni italiane si registrano nuovi focolai  

Covid, l’Oms: “Non abbassare la guardia. Allerta seconda ondata in autunno”

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Neanche il tempo di riprendere fiato per vivere una parvenza di quasi normalità – senza derogare però alle misure previste – che l’Oms lancia l’allarme sulla seconda ondata di Covid in autunno.

E’ vero che, purtroppo, nonostante le temperature calde che avrebbero dovuto fornire un argine contro il coronavirus si stanno registrando nuovi focolai e l’indice dei contagi è in salita in diverse regioni d’Italia.

In particolare alcune come Lazio, Lombardia ed Emilia Romagna hanno l’indice Rt sopra 1. Dato che emerge dal report settimanale di monitoraggio del Ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità.

Però è anche vero che in molti, e le cronache lo testimoniano riportando situazioni eclatanti di assembramenti, sembrano aver già dimenticato i disagi e le ansie che abbiamo vissuto negli oltre due mesi di lockdown e le difficoltà economiche connesse.

A richiamare all’ordine e al rispetto delle misure di sicurezza ci pensa l’Organizzazione mondiale della sanità con un’allerta che paragona, per il suo andamento, il Covid alla Spagnola. Un paragone inquietante dato che nella seconda ondata la Spagnola falcidiò 50 milioni di persone.

Come dichiarato dal direttore aggiunto della Oms Ranieri Guerra, durante la trasmissione Agorà su Rai3,

“sembra che tutto sia finito ma non è così. Il genoma virale è ancora lo stesso. Bisogna evitare la seconda ondata”.

“Il virus – ha ribadito – si trasmette attraverso un contatto interpersonale che ha due dimensioni: la vicinanza fisica e la durata della vicinanza. Non ci si infetta passando vicino ad una persona positiva, ci si infetta se si interagisce con la persona positiva a distanza ravvicinata per 20-30 secondi continui e se questa persona tossisce o starnutisce”.

Naturalmente l’allarme dell’Organizzazione mondiale della sanità è esteso a tutti i Paesi europei. Basta vedere quello che sta accadendo in Germania dove per oltre 500mila persone è scattato di nuovo il lockdown.

E come evidenziato dal direttore regionale dell’Oms Hans Kluge: “Il virus circola ancora attivamente e non abbiamo farmaci e vaccini specifici efficaci”.

 

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