Covid, paradosso Lamorgese: quando chi dovrebbe controllare gli italiani è il primo a non rispettare le regole

Lo strano caso della ministra che sguinzaglia 70mila agenti alle calcagna degli italiani e poi non rispetta l’isolamento in attesa dell’esito del suo tampone. Il marito (ex infettivologo di Belcolle) intanto fa spallucce: “Cosa volete che vi dica?”

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Foto LaPresse - Stefano Porta 12/07/2018 Milano ( Mi ) Cronaca Sottoscrizione del Protocollo d’Intesa ’Progetto Controllo  del Vicinato’ con i Comuni del territorio metropolitano in Prefettura Nella foto: Luciana Lamorgese

Immaginate di trovarvi ad una riunione di lavoro. Siete a tavolino con i vostri colleghi e pochi giorni prima siete stati a contatto con un caso di positività al Covid ma lo avete saputo solo ieri sera e per questo, prima di recarvi a lavoro, siete siete andati a fare il tampone ed ora siete in attesa dell’esito. Arriva il referto: siete positivi al Covid e quindi avete rischiato di infettare tutti i vostri colleghi presenti alla riunione. Se a rendersi protagonista di questo spiacevole evento fosse stato un cittadino qualsiasi, molto probabilmente ora sarebbe accusato di diffusione colposa di epidemia, oltre ad essersi beccato la multa da 400 e passa euro per aver violato la quarantena. Se invece, come nel nostro caso, a rendersi protagonista di questo gesto è un ministro della Repubblica, non succede niente.

E chi se ne frega se ad aver violato le regole è Luciana Lamorgese, colei che annuncia di voler sguinzagliare 70mila agenti per le strade con l’intento di non far festeggiare come si deve il Natale agli italiani. Beh, lasciatecelo dire: questo è un paradosso.

Ma possibile che in Italia ogni cosa debba assumere degli aspetti tragicomici? Perchè non riusciamo mai a dare una parvenza di serietà in quello che facciamo sotto il punto di vista istituzionale?

Come può un ministro degli Interni, che stabilisce divieti e multe per i trasgressori, essere il primo a trasgredire le stesse regole da lui imposte? Follia pura.

Ma sembrerebbe che proprio nessuno si immaginasse una positività al tampone in casa Lamorgese. Perlomeno stando alle parole di suo marito Orlando Armignacco, infettivologo che per una decina di anni ha anche militato a Belcolle, per la precisione a cavallo degli anni duemila.

“La cosa assurda – rivela Armignacco a Il Foglio – è che anche noi in famiglia, anche io, lo abbiamo saputo in tempo reale dalle televisioni. Un cortocircuito incredibile, questo sì”.

A quel punto il giornalista prova ad incalzarlo chiedendogli se si fosse dato una qualcue spiegazione scientifica, dato che, per sua stessa ammissione, la Lamorgese avrebbe sempre rispettato le regole: “E che vuole che le dica? La verità – risponde – è che stiamo tutti sotto allo stesso cielo, purtroppo. E dunque è successo anche alla Luciana, nonostante le mille precauzioni che giustamente adotta da sempre”. Beh, una risposta quasi fatalista quella di Armignacco.

E vabbè, come sempre il subdolo Covid viene e non si sa come, da dove e soprattutto chi ce lo ha passato ed in quale circostanza. Auguri di pronta guarigione quindi al ministro Lamorgese, con la speranza che il riposo forzato e l’avvento del Natale possano farla diventare un po’ più comprensiva nei confronti degli italiani, concedendo loro (che brutta parola in una democrazia) di potersi muovere per le festività.

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