Gli impegni della candidata sindaco Luisa Ciambella in materia di lavoro e turismo

“Creare opportunità per tutti per un reale sviluppo della città, così si costruisce il Bene Comune”

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“Il Comune non crea posti di lavoro ma può e deve mettersi al servizio delle imprese che producono occupazione e ricchezza”.

Luisa Ciambella, candidata sindaco di ‘Per il Bene Comune’ e ‘Viterbo la Splendida’, sceglie l’area industriale e artigianale del Poggino per parlare di lavoro.

Iniziando dalle tempistiche e dalle lungaggini burocratiche in cui incappano anche le progettualità della stessa amministrazione.

A tale proposito chiede: “Come mai dei 17 milioni per il Piano periferie ad oggi ne sono rimasti 9? Nel 2021 l’ultima amministrazione ha dovuto restituire alla Ragioneria dello Stato 1,5 milioni destinati alle asfaltature, perché non spesi nei tempi previsti”.

E stigmatizza: “La metodologia delle ammucchiate non dà garanzia sull’avere a disposizione più fondi ma di perderli”.

Sull’Apea Poggino, istituita all’epoca in cui era assessore, dichiara: “Siamo a disposizione degli imprenditori, dobbiamo perseguire quel percorso”. Una vicinanza alle imprese “il nostro impegno è camminare spalla a spalla con loro” che per Luisa Ciambella passa dall’efficientamento e dalla riorganizzazione della macchina amministrativa ma anche da misure di fiscalità quali il Baratto Amministrativo e il Baratto civico.

Focus anche sul turismo, con proposte diversificate di offerta turistica a fronte delle tante potenzialità del territorio. Impegnando i proventi della tassa di soggiorno per un progetto di marketing pubbliciario.

“Abbiamo l’unico distretto interregionale, – ricorda – il Distretto turistico dell’Etruria meridionale. Dobbiamo fare lobby con gli altri distretti e con tutte le forze politiche a livello nazionale per intercettare i fondi dedicati”.

Con le imprese che, a vario titolo, operano nel settore turistico-ricettivo, la Ciambella si impegna a utilizzare lo strumento degli sgravi fiscali derivanti dal far parte del Distretto dell’Etruria meridionale, in cui Viterbo è entrata grazie alla sua intuizione.

“Ci impegniamo inoltre a far finanziare dal Governo questo capitolo di spesa e nel frattempo il Comune, a partire dal 2023, lo finanzierà con 200mila euro l’anno per 4 anni. Consentendo così agli operatori del turistico-ricettivo un alleggerimento della tassazione nazionale”.

Fondamentale poi per lo sviluppo di ‘Viterbo città termale’ portare a termine la procedura per le ex Terme Inps. “Dialogando a schiena dritta con la Regione, in maniera trasparente per calibrare il tutto sulla capacità di sviluppo e non sugli amici degli amici”.

 

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