Credere nel miracolo… E convincere il Comandante a restare. La sfida col Berlusca vale il presente e il futuro!

Ormai manca veramente poco. Il giorno della finalissima di Coppa Italia Serie C è arrivato, il fischio d’inizio è fissato per le 17.45.

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Piero-Camilli

Sappiamo bene che il Comandante è deluso e infuriato. Con la squadra, con la città, con l’amministrazione comunale. L’hanno lasciato solo e trattato con indifferenza. E lui vuole andarsene sbattendo la porta in faccia agli ingrati. Tutti coloro che non hanno sostenuto il suo sforzo, condiviso il suo entusiasmo per i colori gialloblù, raccolto i suoi appelli per permettere alla Viterbese di spiccare il volo dopo che – la scorsa stagione – il colpaccio era stato sfiorato. Ma siamo convinti (o almeno coviamo questa speranza) che un miracolo dei suoi ragazzi stasera potrebbe fargli cambiare idea, forse incrinare la sua amara decisione di alzare i tacchi e “buonanotte ai suonatori”. Le sue parole a poche ore dalla disfida con il ricco e presuntuoso Monza, rimpinzato di quattrini e di campioncini acquistati a man bassa dall’incorreggibile Berlusconi (lunga vita a lui!), ci inducono a ritenere che il sanguigno Piero ci creda ancora..  E che riuscire in uno sgambetto ai danni di cotanto avversario stuzzichi il suo mai domo orgoglio. E allora forza! Incrociamo le dita, tocchiamo legno, sgoliamoci e sognamo di sollevare la Coppa… Non è una “mission impossible”! Se non si osa, che si vive a fare?

Il Direttore Giovanni Masotti

 

Le dichiarazioni di Piero Camilli, presidente della Viterbese: “E’ una partita davvero sentita sia da noi che dai tifosi. Lo dimostra il fatto che è scattata la caccia al biglietto da giorni. E’ una competizione prestigiosa a cui teniamo molto. Ma soprattutto ci auguriamo che sia una festa di sport”.

Ormai manca veramente poco. Il giorno della finalissima di Coppa Italia Serie C è arrivato, il fischio d’inizio è fissato per le 17.45. L’attesa, quindi, sta per terminare e la tensione aumenta sempre di più. Una partita fondamentale, decisiva, cruciale per il destino della Viterbese, presente e futuro. Uno di quegli appuntamenti che rimangono nella storia della città, soprattutto se l’esito dovesse essere positivo.

Parlando più di campo, questa finale di ritorno con il Monza rappresenta l’ultima chance per la Viterbese di rimettere in piedi una stagione finita male. Il 2-1 per la squadra di Brocchi dell’andata è un risultato sfavorevole ma aperto. Il Monza è una squadra forte ma i gialloblù, nella prima parte della partita del “Brianteo”, hanno dimostrato ampiamente di potersela giocare. Vincere, infatti, è un imperativo. Il campionato è finito con cinque sconfitte consecutive e con il conseguente dodicesimo posto. Posizione di classifica che estromette i gialloblù dai play-off, raggiungibili ora solo attraverso la vittoria di Coppa. Ciò significherebbe, inoltre, accedere ai play-off direttamente nella fase nazionale.

Ma una eventuale vittoria non sarebbe importante solo per questi aspetti esclusivamente di gioco. Portare a casa questo trofeo può rappresentare quella gioia che tutta la piazza cerca da anni, così come il presidente Camilli. Gioia che è sfuggita lo scorso anno proprio al fotofinish. Un trionfo che darebbe luce e vita a una stagione travagliata, iniziata a fine ottobre tra mille difficoltà e tanti dubbi. La stessa stagione che ha visto quattro allenatori sulla panchina gialloblù, ma che sembrava incanalarsi comunque verso un binario positivo. Alla fine, invece, il destino è in mano a una sola partita, che non è soltanto una partita, ma più precisamente un tutto o niente, un dentro o fuori.

La città è in attesa spasmodica. La gente di Viterbo vuole dimenticare i recenti fatti di cronaca e vivere un pomeriggio di calcio e soprattutto di festa. Nessuno ha intenzione di perdersi un evento del genere, il desiderio comune è quello di stare vicino alla squadra e sostenerla con tutte le forze. Per questo motivo, la vendita dei biglietti del “Rocchi” è stato un successo, tanto che i tifosi hanno fatto piazza pulita dei posti a sedere già tra sabato e domenica scorsa. Tanto che ieri sono stati messi in vendita altri 500 posti in Curva Nord, anche questi spariti in un lampo.

Ci sarà, quindi, un “Rocchi” strapieno, pronto ad assumere le sembianze di un fortino. Finalmente, si potrebbe aggiungere. Mai in questa stagione si era assistito a un tale attaccamento, a una tale voglia di recarsi allo stadio per sostenere la squadra da vicino. Un distacco che ha causato più di un malumore alla società e, in particolare, al presidente Camilli.

In virtù di questo entusiasmo, la Curva Nord sta organizzando da giorni una spettacolare coreografia per colorare lo stadio e infuocare il clima. La speranza è quella che la squadra trovi in un “Rocchi” del genere una spinta motivazionale in più per gettare in campo l’anima e vincere un trofeo storico per i giocatori, la società, il presidente, i tifosi e la città.

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