Crisi del porto, in arrivo altre due giornate di sciopero

La mancata autorizzazione da parte dei vertici dell'Adsp allo scarico delle merci sulle banchine pubbliche sta facendo infuriare imprese e sindacati. Proclamato lo stato di agitazione

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“Uno sciopero – spiega il responsabile della Filt Alessandro Borgioni – nel quale non si applicherà, come fatto nei precedenti, il buonsenso, ma si seguiranno alla lettera le rigide prescrizioni della normativa”. Il che in parole povere significa che verranno tutelati solo i servizi essenziali e sbarcate o imbarcate solo le categorie protette, mentre per il resto (bagagli dei croceristi, mezzi pesanti e vetture dei passeggeri delle Autostrade del mare compresi), le braccia dei lavoratori resteranno incrociate. E proprio a quanto risulta dalla programmazione annuale degli accosti in due giornate clou per la presenza di navi da crociera.
Lunedì i sindacati incontreranno alle 11 l’assessore regionale Mauro Alessandri per manifestargli le enormi preoccupazioni ed il 22 i lavoratori del Cfft saranno in sit in fuori l’Autorità portuale durante la riunione dell’Organo di Partenariato.
“La misura è colma. Qui sono a rischio 150 posti del Cfft tra lavoratori della società e dell’indotto, come la Cpc ed altre imprese, oltre ai possibili posti che si creerebbero col rilancio dell’Interporto, stimati tra le 2 e le 300 unità. Nessuno vuole che il Cfft diventi terminalista, c’è già un terminalista per i container ed è Rtc, qui si chiede solo di consentire lo sbarco di merci destinate ai magazzini refeer, come chiesto da clienti importante come Maersk e Chiquita. In tanti anni che seguo questo settore in tutta Italia – conclude il sindacalista – non mi era mai capitato un porto dove si mandano via traffici, mentre gli altri scali adeguano i piani regolatori per intercettarne di nuovi”. E’ il caso di Livorno e Salerno già pronti ad accogliere le merci del Cfft.
“Siamo amareggiati – afferma il vice presidente della società italo belga Sergio Serpente – per questa situazione paradossale. Una settimana fa, d’accordo col il presidente dell’Authority, abbiamo presentato un’istanza scritta per poter operare sulle banchine 24 e 25 sud. Una richiesta avanzata dopo che gli uffici tecnici dell’ente avevano indicato la 25 sud come pubblica, così da agevolare il presidente nella firma del nuovo provvedimento autorizzativo. Sembrava cosa fatta e invece in Comitato è cambiato tutto e si è tornati a prendere tempo per cercare un accordo tra le parti, invece di garantire l’operatività di una banchina”. Sono due cose diverse e soprattutto la merce ed i clienti non aspettano le indecisioni dell’Authority che sta facendo perdere la credibilità non solo del Cfft ma di tutte le imprese e dello scalo>.
Pronti a dare battaglia per difendere i lavoratori anche i vertici della Compagnia portuale. “Si è tornati ad un anno e mezzo fa – afferma il presidente della Cpc Enrico Luciani – confido nella buona fede del presidente Francesco Maria di Majo e spero che in queste ore prevalga la lucidità e che arrivi l’atto di autorizzazione entro oggi o al più tardi domani. Altrimenti non staremo a guardare il porto morire, lo chiudiamo prima con le catene che si usano per il rizzaggio”. Proprio Luciani ha annunciato una interrogazione parlamentare sulla situazione del porto di Civitavecchia.

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