Crisi del traffico merci: la Compagnia portuale lancia l’SOS!

Il presidente dei camalli Luciani ha messo nero su bianco in una lettera tutte le criticità dello scalo che mettono a rischio l'occupazione

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Il presidente della Compagnia portuale Enrico Luciani non ha perso tempo. Come richiesto la scorsa settimana dal numero uno dell’Autorità portuale Francesco Maria di Majo, ha messo nero su bianco le criticità e le vertenze che, visto il drastico calo delle merci, stanno mettendo a rischio l’occupazione. Nella lettera inviata oltre che a Molo Vespucci, a Comune, Regione e Ministero dei Trasporti, Luciani parla di “una fase di recessione per il settore merceologico senza precedenti, ulteriormente aggravata dalle politiche imprenditoriali ed aziendali adottate da Enel e Rtc società attive, rispettivamente, nel settore della produzione energetica e della movimentazione di merce containerizzata”. Ed entra subito nel vivo ricordando “la riduzione del carbone sbarcato presso il Porto di Civitavecchia e destinato ad alimentare la centrale di Tvn, ha causato, – scrive – ad oggi, una diminuzione del fatturato della Cpc pari ad oltre 340 mila euro rispetto al medesimo periodo del 2018. Alla fine dell’anno in corso, dunque, la Cooperativa stessa rischia di perdere oltre 800 mila euro di fatturato. Le scelte aziendali di Enel, inoltre, stanno causando un’ingente riduzione delle entrate fiscali e tributari sia per l’AdSP che per la Regione Lazio”. Dito puntato dal presidente dei camalli anche verso il terminalista dei container. “Rtc è concessionaria dal 2006 dell’unico terminal destinato alla movimentazione dei containers – incalza Luciani – e a quanto è dato sapere, in oltre dieci anni di gestione non ha mai raggiunto i numeri di movimentazione dei containers previsti dal piano operativo, parte integrante e sostanziale del titolo concessorio. A ciò si aggiunge la contesa in atto, da oltre un anno, con il Cfft che movimenta containers di frutta esotica destinati e che ha determinato una considerevole diminuzione della frutta lavorata nello scalo e rischia di compromettere irrimediabilmente le possibilità di crescita connesse alle attività commerciali della Cfft con il rischio che i clienti, che in mancanza di una definitiva soluzione, decidano di spostare il traffico presso altri scali nazionali. Per quanto concerne l’attività della Cpc connessa al traffico dei containers di frutta esotica, la “guerra” scatenata da Rtc ha causato una perdita di fatturato per la Cooperativa pari ad oltre 120 mila euro rispetto al mese di agosto del 2018”. Perdite alle quali si debbono aggiungere altri 260 mila euro di fatturato in meno per il drastico calo di tutte le merci rinfuse solide come coils, ferro cromo, cippato, gesso, etc “che hanno portato – sottolinea – la Compagnia portuale a dover far fronte ad uno stato di crisi senza precedenti e tale per cui, in mancanza di soluzioni rapide ed incisive, si vedrà costretta, per la prima volta in 122 anni di lavoro portuale, a licenziare parte del proprio personale”.
Criticità alle quali, al ritorno dalle ferie estive, i vertici dell’Adsp, e le istituzioni dovranno dare risposte concrete.

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