Crisi nera, chiusura in vista per casa di riposo La Dimora

Con 23 lavoratori che rimarranno a spasso e con le famiglie dei disabili ospiti che passeranno dei guai. L’Anafi (associazione delle famiglie dei disabili), che è la proprietà aziendale della struttura sociosanitaria, lo ha detto ai sindacati a Roma

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Lamberto Mecorio, segretario Uil Fpl Viterbo
Lamberto Mecorio, segretario Uil Fpl Viterbo

Aumentano i costi e la gestione non è più sostenibile. Per questo la casa di cura La Dimora di Barbarano Romano va verso la chiusura. Con 23 lavoratori che rimarranno a spasso e con le famiglie dei disabili ospiti che passeranno dei guai. L’Anafi (associazione delle famiglie dei disabili), che è la proprietà aziendale della struttura sociosanitaria, lo ha detto ai sindacati a Roma.

Da qui, la Uil Fpl e Fp Cgil dichiarano lo stato di agitazione dei lavoratori: “Occorre definire percorsi e modalità di attuazione condivisi”, dicono Antonio Amantini (Cgil), Lamberto Mecorio e Pietro Bardoscia (Uil): “Per risolvere il problema, chiediamo al prefetto di avviare le procedure di raffreddamento del conflitto e di espletare il tentativo di conciliazione della legge 146/90, convocando le parti: associazione Anafi, Fp Cgil e Uil Fpl, l’Asl Roma 1 e l’Asl di Viterbo, la Regione Lazio, i municipi di Roma e il Comune di Barbarano, il presidente della Provincia Pietro Nocchi”.

Il 17 maggio scorso l’Anafi manifesta la volontà di attivare la procedura di licenziamento per tutti i lavoratori de La Dimora. “Per il datore di lavoro – dicono i sindacati – gli aumenti dei costi della struttura (direttive più stringenti sulle strutture sociosanitarie) non permettono loro di proseguire”.

Il 21 maggio Cgil Fp e Uil Fpl scrivono all’associazione Anafi, per scongiurare il peggio. Ma ieri l’Anafi ha confermato l’intenzione di chiudere la struttura. Ora si attende un tavolo in prefettura per cercare di salvare il salvabile.

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