Crisi Pd, anche Antonio Rizzello se ne va: Italia viva di Renzi pronto ad accoglierlo

Antonio Rizzello, ex membro dell'assemblea regionale del Pd, commenta così il suo addio al partito dei democratici

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Antonio Rizzello
Antonio Rizzello, ex membro dell'assemblea regionale Pd

Un altro pezzo di Pd se ne va. Le porte del nuovo partito di Matteo Renzi, Italia viva, sono aperte per lui. Si tratta di Antonio Rizzello, già assessore provinciale e fioroniano di ferro. Fino a poche ore fa era membro dell’assemblea regionale del Partito democratico. Che lascia. Commenta così il suo abbandono.

“Credo sia giunto il momento di pensare a un’idea di sviluppo economico e sociale diverso. Credo sia essenziale ascoltare le tante, troppe esigenze delle nostre terre rimaste inespresse. Credo che bisogni parlare di ogni argomento senza pregiudizi o preconcetti. Credo che i tempi siano maturi per scegliere in che direzione andare senza timore di pestare i piedi a qualcuno. È necessario ora aprirsi alla società sostenendo un sistema di valori radicalmente alternativi al populismo e al sovranismo”.

Finita la premessa, Rizzello arriva al sodo: “Per questo sento l’esigenza di entrare in Italia viva, in un luogo di pensiero dove elaborare una visione innovativa di società. Entrare a far parte di un gruppo di persone che hanno un comune sentire, un medesimo sistema valoriale. Persone che prima di tutto si riconoscano nella esigenza di raccogliere, ascoltare le forze più dinamiche e moderne della nostra società, forze che troppo spesso non trovano spazio nella dialettica dei vecchi partiti. Esco dal Pd”.

Parla del passato: “Chiudo una lunga pagina della mia vita politica che mi ha visto sin dalla sua fondazione convintamente impegnato nel progetto. Lo faccio con rammarico, ma credo che oggi sia rimasto poco dell’ambizioso progetto iniziale sia a livello nazionale sia, soprattutto, a livello locale”. Al consigliere regionale del Pd Enrico Panunzi, arcinemico dell’ex ministro Giuseppe Fioroni, fischieranno le orecchie. “Il Pd si fondava sull’idea di tenere insieme riformismi di matrice e sensibilità diverse, basandosi sull’idea che la dialettica interna avrebbe arricchito l’offerta politica e avrebbe consentito di rappresentare la maggioranza dei cittadini. Oggi il Pd rischia di inaridirsi, di abbandonare l’idea di rappresentare i molti, ma soprattutto rischia di diventare la casa dei pochi, dove alcuni rischiano di sentirsi ospiti. Auguro al nuovo gruppo dirigente che uscirà dal congresso provinciale di invertire rotta, ma io sinceramente non mi sento più rappresentato da un partito dove troppe volte si è rinunciato ad affrontare con coraggio temi rilevanti per i cittadini, spesso solo per non disturbare il ‘conducente’”.

Volge lo sguardo al futuro: “Si deve tornare a parlare di sviluppo, cultura e diritti. Sviluppo. Dobbiamo rimettere in moto lo sviluppo del nostro territorio con un progetto ambizioso che tenga insieme agricoltura, lavoro e impresa. Non credo sia più sufficiente dare solo risposte ad esigenze dei singoli (pur importanti) senza una visione complessiva di ampio respiro. Tutti gli operatori economici e sociali devono tornare a sentirsi protagonisti. La politica deve tornare ad ascoltare, stabilmente e non sporadicamente e all’occorrenza, chi ogni giorno si alza e offre la propria professionalità di lavoratore e imprenditore allo sviluppo della propria azienda che è lo sviluppo del territorio. Bisogna ridare dignità alle persone e non sottoporle ad anacronistici cerimoniali di richiesta di ‘cortesie’. La politica deve offrire strumenti per trovare soluzioni, non contribuire a creare ostacoli”.

Sull’ambiente: “Oggi è la madre di tutte le battaglie. La tutela dell’ambiente non può essere demandata solo a pur meritevoli proclami e slogan. Lottare per salvare la nostra terra si può e si deve solo iniziando dai nostri territori”.
Sulla salute: “Nessun individuo può sentirsi parte di una collettività, se la collettività non si prende cura di lui. Prendersi cura, perché sanità ormai sta diventando solo sinonimo di conti economici da salvaguardare e carriere personali da promuovere, dimenticando che il benessere della persona è l’unico e il solo principio su cui si deve fondare la salute pubblica”.

Infine: “Partendo da questi pilastri, ho deciso di imbarcarmi in mare aperto, senza le facilitazioni degli strumenti di bordo, ma certo che solo così potrò contribuire a raggiungere le rive del nuovo mondo. Diceva Gandhi: ‘In democrazia nessun fatto di vita si sottrae alla politica’. Di questo, noi di Italia viva siamo convinti”.

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